Card. Parolin: nazionalismo e chiusura sono reazioni infantili -2-

Ska

Roma, 8 feb. (askanews) - La vocazione della comunità di Sant'Egidio "fin dall'inizio e proprio a Roma è stata quella di essere sale e luce", ha detto il cardinale Segretario di Stato vaticano. "Fin dai primi passi infatti, mentre la società era attraversata da forti tensioni di cambiamento, la comunità di Sant'Egidio non si è estraniata né conttrapposta ma ha scelto avangelicamente di portare il Vangelo dentro la vita delle persone di quella generazione, così da essere sale e luce della terra. Giovanissimi, siete andati nelle periferie della città e le avete abitate con amore. Tra Roma e Sant'Egidio il legame è stretto. Un'alleanza che unisce e arricchisce ambe due. Questa città ha la missione di communis patria. Roma, infatti, vuol dire universalità, fraternità, apertura all'altro, insomma pace. A Roma nessuno è straniero. Sant'Egidio sente che il mondo dev'essere una casa comune, una patria universale per tutti i popoli. Lo si vede anche nell'accoglienza e nell'integrazione dei rifugiati, degli emigrati, di quanti raggiungono l'Italia attraverso i corridoi umanitari. San Giovani Paolo II lo aveva intuitop e diceva dove ci sono le altre comunità di sant'egidio anche non a Roma sono sempre di roma questo è bello e mi tocca il cuore comevescovo di roma che sempre deve pensare non a roma solamente ma a tutto il mondo. Sant'Egidio vive questa 'romanità'. Non è nazionalismo o chiusura, che sono reazioni, in fondo infantili, dinanzi al grande mondo globale. Romanità vera è universalità. Solo all'insegna dell'universalità Roma potrà davvero rinascere. Universalità è vivere per gli altri, integrare gli altri, ma anche sentire il legame con i popoli del mondo, europei, mediterranei come quelli lontani, cui ci unisce la cattolicità della Chiesa".

(segue)