Card. Turkson a Davos: ascoltare pianto della Terra e dei poveri

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Roma, 23 gen. (askanews) - "La terra sta piangendo e anche i poveri stanno piangendo". Per questo i leader religiosi sono saliti a Davos per parlare al cuore della grande finanza ed economia mondiale e suscitare una "consapevolezza globale per il cambiamento". Così il cardinal Peter Kodwo Appiah Turkson, prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, nel suo intervento alla conferenza stampa tenuta mercoledì pomeriggio nell'ambito del Forum economico mondiale che si chiude il 24 gennaio, insieme al patriarca ecumenico Bartolomeo I e al rabbino capo di Mosca, Pinchas Goldschmidt.

Se, come dice il Papa nell'enciclica Laudato Si', la terra e i poveri piangono, c'è un'emergenza che va ascoltata, e "dobbiamo tutti cercare di fermare questo pianto", spiega il porporato ghanese a quanto riportato da Vatican News. Siamo qui come ospiti del Forum economico mondiale, afferma il prefetto, "perché vogliamo generare una consapevolezza globale per un cambiamento". Per Turkson le nuove tecnologie non devono "determinare ciò che siamo chiamati a diventare", ma vanno spese "per il bene comune, il bene dell'umanità, della terra e dei suoi abitanti". "Non c'è un secondo pianeta in cui vivere", ammonisce, prima di chiedere al mondo politico e ai governi di riconoscere "il ruolo centrale delle religioni e delle fedi", denunciando la pratica, diffusa soprattutto nei Paesi secolarizzati, di "relegare le religioni nella sfera privata, negando la loro influenza nella vita delle persone".