Cardinale Parolin: il futuro del Paese passa dall'università

Red-Asa

Milano, 28 nov. (askanews) - "L'insegnamento di Papa Francesco invoca l'elaborazione di un approccio scientifico ed educativo che, attento al senso dell'agire e non soltanto al metodo, non può prescindere dalla persona. Richiamo prezioso e originale in un'epoca in cui la ricerca è concepita come fonte di innovazione tecnologica, prima che come tensione verso la conoscenza, e la formazione come addestramento piuttosto che educazione; un'epoca dominata dall'ansia della rapidità, non disposta ad ammettere che i tempi del sapere e dell'educazione sono diversi da quelli della produzione". È uno dei passaggi del discorso inaugurale del rettore Franco Anelli pronunciato in occasione dell'apertura del 99esimo anno accademico dell'Università Cattolica.

"Siamo alla vigilia del centenario dalla fondazione dell'Ateneo - ha proseguito il professor Anelli - e la sollecitazione del Santo Padre ci impone di intendere l'anniversario come occasione forte per riflettere sui modi per riaffermare la nostra identità nel contesto attuale", tanto più, ha ricordato il rettore, che la preparazione del centenario dell'Università Cattolica coincide con la riflessione, proposta proprio da Papa Francesco, a proposito del Patto educativo. Nel suo discorso il rettore ha ringraziato per primi gli studenti: "Sempre più numerosi scegliete la nostra Università e date significato all'impegno dell'Ateneo. Negli ultimi cinque anni la nostra popolazione studentesca è cresciuta del 16%. Oggi siete oltre 43.000, di cui quasi 14.000 nuovi iscritti".

All'università ha fatto riferimento all'inizio della sua prolusione "Una diplomazia al lavoro per la pace" anche il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità. "La Chiesa pone grande attenzione agli sforzi che quotidianamente si compiono nell'ambito della conoscenza e del sapere, non mancando però di valutarne di volta in volta il senso e la portata. Il futuro di un Paese, infatti, si potrà edificare solo attraverso l'impegno comune delle sue diverse componenti volto a favorire lo sviluppo, la crescita, la formazione, la competenza".

Il Segretario di Stato ha fatto poi cenno al ruolo delle Organizzazioni intergovernative. "Il percorso verso decisioni che coinvolgono tutti i Paesi è sempre faticoso e spesso comporta di sacrificare l'ego del nazionalismo o l'impellenza dell'interesse particolare. Si rischia, però, di negare l'essenza della diplomazia se non si riconoscono i contesti multilaterali come l'unica possibilità per gli Stati di ritrovarsi simultaneamente per dialogare, elaborare strategie, assumere decisioni e trovare soluzioni a questioni, come la pace, che sono necessariamente comuni".