Cardinale in pensione Zen Ze-kiun critica ancora Papa su Cina

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Roma, 8 gen. (askanews) - L'arcivescovo emerito di Hong Kong, cardinale Zen Ze-kiun, ha scritto una lettera nella quale, riportano alcuni blog conservatori, torna a criticare per l'ennesima volta il Papa e il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin per lo storico accordo con la Cina sulle nomine episcopali.

Zen Ze-kiun è stato sin dal primo momento un vocale critico di quell'accordo, e non perde occasione per tornare a esprimere la sua opinione. Tra l'altro, intervenne in video ad un convegno a Roma presieduto dal cardinale statuitense Raymond Leo Burke, capofila dell'opposizione curiale al Papa, e a cui partecipò mons. Carlo Maria Viganò, che da lì a poco avrebbe chiesto le dimissioni del Papa. In un'intervista dello scorso dicembre alla rivista online taiwanese New Bloom, tradotta dai lefebvriani, Zen Ze-kiun accusava la "Ostpolitik" della Santa Sede e criticava, in particolare, gli ultimi prefetti della congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli dopo Jozef Tomko che conosceva "i comunisti", "ha funzionato molto bene", ed era "un buon amico di Giovanni Paolo II", il cardinale Crescezio Sepe ("Non era adatto") e il cardinale Ivan Dias, che "sfortunatamente Dias era discepolo di Agostino Casaroli", storico Segretario di Stato promotore della politica di distenzione a est (Ostpolitik). Quanto a Benedetto XVI, la sua nota lettera del 2007 fu vittima, secondo l'anziano porporato, di "cattive traduzioni, ma anche le cattive interpretazioni"; un accordo sfumato nel 2010 "non ho prove, ma credo che sia stato Benedetto XVI a dire di no". Ora Zen Ze-kiun oscilla tra un'accusa al Papa ("Francesco è stato eletto, ma ha poco rispetto per i suoi predecessori") e un'accusa a Parolin ("Ho la chiara impressione che Parolin stia manipolando il Santo Padre"). Ora una nuova esternazione.