Cardiologi SIC: vaccini, screening e sano stile vita sono salvacuore

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Image from askanews web site
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Roma, 29 set. (askanews) - L'esercizio fisico, l'astensione dal fumo, l'uso moderato di alcol, il controllo dell'ipertensione, del diabete e del colesterolo non solo riducono infarto e Ictus, ma riducono la probabilità di conseguenze gravi nei soggetti colpiti dal Covid. Parola dei cardiologi SIC che oggi, Giornata mondiale del Cuore sottolineano come anche nella "fase calante" della pandemia bisogna continuare a vaccinarsi, tornare a fare i controlli e a mantenere un corretto stile di vita per evitare danni al cuore: "La prevenzione delle malattie cardiovascolari, che rappresentano la causa di morte numero uno in Italia, è stata rallentata dalla pandemia. Ancora oggi - sottolinea Ciro Indolfi, Presidente SIC - vengono sottovalutati i rischi legati al fumo, al colesterolo, all'ipertensione, all'obesità, all'abuso di alcol, all' inattività fisica e al diabete. I cittadini devono controllare questi fattori di rischio e in caso di sintomi come dolore al torace o difficoltà nella respirazione dopo uno sforzo fisico devono consultare il proprio cardiologo per tenere in forma il cuore, perché la prevenzione è l'arma migliore per ridurre la mortalità da arresto cardiaco e le malattie cardiovascolari".

Migliorare la salute del cuore può ridurre la gravità della malattia COVID-19. Uno studio dell'Università di Liverpool, pubblicato sull' European Heart Journal-Quality of Care and Clinical Outcomes, ha dimostrato che i soggetti con ipertensione arteriosa, fumatori, obesi, con malattie cardiovascolari o diabete hanno un rischio maggiore se colpiti dal COVID-19. Questi dei fattori associati a conseguenze più gravi del Covid 19 sono potenzialmente modificabili e pertanto migliorare la salute del cuore riduce la gravità del COVID-19.

Poi, non bisogna dimenticare che i danni cardiaci, a seguito dell'infezione da Sars Cov-2 possono compromettere la funzionalità cardiovascolare con un aumento del rischio di infarti e ictus, soprattutto dei pazienti ricoverati in terapia intensiva. Ecco perché gli esperti della Società Italiana di Cardiologia, invitano ad un ritorno agli screening e a un corretto stile di vita e a un nuovo fattore di prevenzione: la vaccinazione.

"Oltre alla dieta equilibrata, all'astensione dal fumo e dall'abuso di alcol e all'esercizio fisico, vaccinarsi e fare la terza dose di richiamo serve non soltanto per evitare il contagio o forme più gravi di infezione ma anche per ridurre i danni cardiaci ed evitare un peggioramento della condizione cardiovascolare, affinchè la fase calante del Covid non sia associata ad un aumento di infarti e ictus. Obesità diabete, ipertensione e malattie cardiache sono stati associati a probabilità più che raddoppiata di morire di COVID-19", conclude Indolfi.

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