Carenza medici, nei servizi trasfusionali manca 30% del personale -2-

Red/Cro/Bla

Roma, 3 set. (askanews) - "Le attività di Medicina Trasfusionale - afferma il Direttore Generale del Cns Giancarlo Maria Liumbruno - rivestono un ruolo assolutamente strategico e insostituibile per il supporto dei più impegnativi e delicati percorsi assistenziali diagnostico-terapeutici, da quelli di emergenza e urgenza, al trattamento delle emopatie, alla chirurgia di media e alta specialità e dei trapianti di organi oltre che alle attività cliniche e chirurgiche elettive. I dati evidenziano uno scenario in rapida evoluzione e configurano una carenza di medici significativa che rende urgente la necessità di interventi finalizzati, anche a integrare l'assegnazione dei posti delle scuole di Specializzazione in Ematologia e in Patologia Clinica e Biochimica Clinica con un numero congruo di posti aggiuntivi per poter far fronte alla richiesta di specialisti che già oggi è in grave sofferenza".

La rete trasfusionale, grazie alla produzione di oltre 7.000.000 di unità di emocomponenti all'anno, garantisce il fabbisogno di sangue ed emocomponenti per la terapia trasfusionale a circa 650.000 pazienti; questo consente, annualmente, anche di avviare alla lavorazione industriale oltre 840.000 litri di plasma per la produzione dei principali medicinali plasmaderivati, garantendo oltre il 70% dell'autosufficienza nazionale. Il personale che opera presso i Servizi trasfusionali, inoltre, effettua ogni anno (dati del Sistema Informativo dei Servizi Trasfusionali SISTRA relativi all'anno 2018), anche in regime di ricovero, oltre 190.000 procedure terapeutiche (terapie infusionali, salasso-terapie, aferesi terapeutiche nonché raccolte di cellule staminali, granulociti e linfociti) e trasfonde in regime ambulatoriale circa 350.000 unità di emocomponenti, pari a oltre il 10% del totale degli emocomponenti trasfusi.