Carenza medici in Veneto, Fnomceo: no soluzioni senza garanzie

Red/Gtu

Roma, 19 ago. (askanews) - Il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo) Filippo Anelli ha scritto al presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, per chiedergli di attivare il Tavolo permanente Fnomceo-Regioni. Argomento: la delibera della Regione Veneto che prevede l'assunzione in alcuni reparti ospedalieri di 500 medici non specializzati, per far fronte alle carenze d'organico. Un "rimedio peggiore del male".

"La recente delibera della Regione Veneto finalizzata all' assunzione di medici abilitati non specialisti da formare con brevissimi corsi di sole 92 ore per un rapido inserimento in ambiti di assistenza sanitaria attualmente carenti a livello regionale, ha determinato prese di posizione contrarie da parte della quasi totalità delle istituzioni delegate normativamente alla formazione, delle associazioni professionali e degli ordini professionali, oltre a generare sconcerto tra gli stessi sanitari", premette Anelli nella missiva, sottolineando: "Unanimamente si è ritenuto il rimedio peggiore del male e, seppure nella piena consapevolezza che il primum movens di trovare soluzioni rapide alla carenza di medici in Veneto, carenza del resto più volte denunciata dalla Fnomceo, è da ritenere valido, non possono assolutamente avallarsi soluzioni affrettate e prive di garanzie qual è quella a oggi percorsa in Veneto".

E - avverte il presidente della Fnomceo - "parlare di garanzie significa richiamare principi e normative che sono poste a tutela non del medico bensì del paziente che deve avere la certezza di ricevere un'adeguata risposta sanitaria alle sue esigenze in termini di competenza, aggiornamento e formazione del professionista che lo prende in carico, che si assume la piena responsabilità del paziente accettando tutti i rischi che una prestazione sanitaria comporta".(Segue)