Carfagna: rafforziamo presenza moderata o destra farà fine Le Pen

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Roma, 16 gen. (askanews) - "Questo governo e questa maggioranza pensano alla legge elettorale, ai referendum, a vincere in Emilia Romagna, a perdere bene in Calabria e poi a fare gli accordi in Campania, in Puglia... Questioni che non interessano minimamente agli italiani e che però determinano uno stallo permanente. Il risultato è che vengono messi da parte i grandi temi e le questioni di medio-lungo termine, perché tutto è annullato dalla scadenza elettorale più immediata". Lo afferma Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia, in una intervista pubblicata su Avvenire.

"La mia ambizione è scuotere l'immobilismo politico indicando temi concreti e urgenti, a cominciare da un piano d'azione per le donne, un Women's act. E il contrasto alla denatalità". Prosegue Carfagna: "Abbiamo cinque proposte di legge già depositate. La prima serve a liberare il genio delle donne, consentendo a chi esce dalle superiori di accedere con borse di studio ai corsi di laurea che hanno prospettive occupazionali migliori, quelli scientifici e tecnologici. Se non recuperiamo posizioni nell'occupazione femminile, il Paese non crescerà mai come potrebbe. Proponiamo inoltre un credito d'imposta di 3 anni per le assunzioni di donne a tempo indeterminato, l'obbligo di pubblicazione da parte delle imprese dei dati sui salari per incentivare la parità retributiva, la creazione di una prestazione unica di sostegno alle madri lavoratrici che assorba bonus ora frammentati, una 'Quota mamma' che consenta alle lavoratrici di scontare dall'età per la pensione un anno per ogni figlio".

Sugli equilibri interni al centrodestra, la deputata di FI aggiunge: "Allo stato attuale la destra, da sola, rischia di fare la fine di Marine Le Pen in Francia: grandi consensi, ma alla larga dal perimetro del governo. Con Voce Liberavoglio parlare al mondo civico, al volontariato, alle associazioni. Se rinunciamo ad avere una presenza moderata significativa nel centrodestra, lasceremo campo ad una politica parolaia che alimenta la paura e la protesta, metteremo definitivamente al bando la politica che studia i dossier e siede con credibilità ai tavoli europei e internazionali. Ma la protesta lascia detriti e, lo abbiamo visto, non assicura un governo stabile".