Caritas: 57,8% di assistiti stranieri, al Sud 67,7% italiani

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Roma, 26 set. (askanews) - Nel corso del 2017 i "volti" incontrati dalla rete dei Centri di Ascolto Caritas in Italia sono stati 197.332. Rispetto al 2016 si evidenzia un calo del numero medio di persone incontrate dai Centri di Ascolto in 12 delle 16 regioni ecclesiastiche, tendenza che alcune diocesi attribuiscono al calo complessivo della componente immigrata che si rivolge alla Caritas. Lo si legge nel xxviii rapporto immigrazione 2018-2019 presentato oggi a Roma da Caritas e Migrantes.

Va fatto notare, infatti, che solo il 57,8% delle persone ascoltate è di cittadinanza straniera, a fronte di un restante 42,2% di cittadini italiani. Stabili, a questo riguardo, le differenze tra Nord e Sud Italia: nelle regioni del Settentrione e del Centro si tratta per lo più di cittadini stranieri (rispettivamente il 64,5% e il 63,4%), mentre nel Mezzogiorno le storie intercettate sono per lo più di italiani (67,6%). In alcune regioni, come la Sicilia, l'incidenza degli autoctoni raggiunge addirittura l'80%.

Tra le persone di cittadinanza straniera prevalgono quelle provenienti dal Marocco (18,1%) e dalla Romania (12,0%), anche se in calo rispetto al 2016.

In dieci anni il panorama dell'utenza straniera si è notevolmente modificato. Diminuisce la componente straniera più stabile e di vecchio corso, a fronte di un aumento dell'immigrazione connessa alla guerra e alle emergenze politiche e ambientali. Significativo anche il sorpasso dell'utenza maschile rispetto a quella femminile, dopo quasi un ventennio di prevalenza di quest'ultima. Più in generale, si conferma una diminuzione degli stranieri provenienti dall'Europa dell'Est a fronte di un ulteriore incremento degli africani.