Caritas: assistite 450.000 persone in lockdown, 34% sono... -2-

Red/Apa

Roma, 1 lug. (askanews) - Nel dettaglio, rispetto alle condizioni occupazionali si sono rivolti ai centri Caritas per lo pi disoccupati in cerca di nuova occupazione, persone con impiego irregolare fermo a causa della pandemia, lavoratori precari/saltuari che non godono di ammortizzatori sociali, lavoratori dipendenti in attesa della cassa integrazione ordinaria/cassa integrazione in deroga, lavoratori autonomi/stagionali in attesa del bonus 600/800 euro, pensionati, inoccupati in cerca di prima occupazione, persone con impiego irregolare, casalinghe.

Altre questioni evidenziate sono: problemi burocratici/amministrativi, difficolt delle persone in situazione di disabilit/handicap, mancanza di alloggio in particolare per i senza dimora, diffusione dell'usura e dell'indebitamento, violenza/maltrattamenti in famiglia, difficolt a visitare/mantenere un contatto con parenti/congiunti in carcere, diffusione del gioco d'azzardo/scommesse.

Fondamentale, spiega la Caritas, accanto all'impegno degli operatori stato l'apporto di migliaia di volontari tra cui molti giovani che nella fase acuta della pandemia hanno garantito la prosecuzione dei servizi sostituendo molti over 65 che in via precauzionale rimanevano a casa. Tra operatori e volontari sono stati 179 quelli positivi al Covid-19, di cui 95 ricoverati e 20 purtroppo deceduti.

Piccoli segnali positivi arrivano dal 28,4% delle Caritas che, dopo il forte incremento dello scorso monitoraggio, con la fine del lockdown hanno registrato un calo delle domande di aiuto.