Caritas: a Roma molti "equilibristi" sull'orlo della povertà

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Roma, 26 nov. (askanews) - Una nuova tipologia di poveri si sta diffondendo nella città di Roma. Sono gli "equilibristi della povertà", persone che hanno un reddito sufficiente a pagare un affitto o anche un mutuo, ma che riescono a malapena a pagarsi di che mangiare o a pagare le utenze. Questa situazione vulnerabile li fa camminare costantemente sull'orlo del precipizio della povertà vera e propria, in cui cadono di fronte a imprevisti anche minimi. Questo è uno dei principali risultati del terzo Rapporto Caritas sulla città di Roma.

Anche quest'anno la Caritas ha voluto, attraverso la rete dei suoi 157 centri d'ascolto parrocchiali, dei tre diocesani, e delle 52 Opere Segno sparsi su tutto il territorio offrire uno spaccato delle fragilità a Roma viste da vicino.

"Gli equilibristi della povertà - ha spiegato in conferenza stampa mons. Gianpiero Palmieri, il vescovo ausiliare delegato per la Carità, per la Pastorale dei Migranti, dei ROM, "camminano su un crinale e c'è sempre il rischio che cadano giù: è esattamente la situazione che vivono tante famiglie a Roma e in Italia, che apparentemente non vivono in una situazione di povertà ma basta un niente perché non ci sia più il reddito di pagare tutto il resto, basta un niente e bisogna rivolgersi alla mensa Caritas. Molti bilanci famigliari si reggono un lavoretto di un figlio, la pensione di un anziano, e basta un nulla e si passa dalla povertà relativa alla povertà assoluta: basta che muoia un anziano, che si perda quel lavoretto. Le famiglie che rischiano il fallimento sono tante, famiglie per le quali pagare l'affitto o il mutuo significare dare tutto il reddito che si possiede".

Circa il 40% della popolazione romana ha un reddito fino a 15.000 euro, un altro 40% tra 15000 e 35.000. Solo il 17,5% della popolazione presenta redditi imponibili tra 35.000 e 100.000 euro. L'assottigliamento della fascia media registrato a livello nazionale viene confermato a Roma, giacché la quota di individui con reddito fino a 15.000 euro supera il 40%.

In questa situazione l'imperativo inderogabile per la maggior parte delle persone è quello del fronteggiamento delle necessità quotidiane di base ,in continuo bilico tra il rischio povertà e quello dell'indebitamento; sono "gli equilibristi della povertà" che entrano ed escono da tale condizione in rapporto a eventi anche minimi(ad es.il figlio che perde il lavoretto con cui si riusciva a pagare le bollette).Non è infrequente che questa tipologia di cittadini metta in conto la mensa Caritas come una voce del bilancio familiare. Le famiglie con figli minori e reddito inferiore ai 25.000 euro si stima siano 125.560 (incidenza media 9,2 %)con una particolare incidenza nel VI Municipio(15,5%) nel X, nel XV, nel V, nel XIV e nell'XI. Fatti i dovuti calcoli, si tratta prevalentemente di famiglie di 4 persone con circa 1700 euro netti al mese, che,se si considera un affitto o un mutuo medio a Roma , arrivano a 1000 euro al mese .Una vera e propria condizione di povertà se si pensa che l'Istat stima per questa specifica tipologia di famiglie la soglia di povertà sotto i 1.541,25 euro al mese. La fascia dei 30-44enni(quella in cui si sedimentano le scelte familiari e lavorative)subisce un generale schiacciamento reddituale verso il basso sia rispetto ai 45-59 anni, sia rispetto a quella sopra i 60 e +75(relativa alle persone in pieno pensionamento).Inoltre ciò avviene praticamente in tutti i Municipi: anche nei Municipi ricchi gli adulti giovani presentano redditi fortemente ridotti. Anzi gli under 44 anni che registrano il maggior stacco reddituale con le fasce d'età successive sono proprio quelli del I ° e II Municipio.