Carla Fracci, chi era l’étoile della Scala famosa in tutto il mondo

Classe, eleganza, talento innato. Carla Fracci è morta a 84 a Milano, portata via da un tumore che le era stato diagnosticato da tempo e che aveva affrontato con riserbo. “Eterna fanciulla danzante", la definì il poeta Eugenio Montale, "Prima ballerina assoluta" l’aveva etichettata il "The New York Times" nel 1981. 

Con le sue interpretazioni tra il romantico e il drammatico, dalla struggente Giselle, all’emozionante Giulietta, fino all’eterna Sylphide, l’étoile che si è formata alla Scala di Milano, ha solcato i più grandi teatri del mondo, dal Royal Ballet, allo Stuttgart Ballet, fino al Royal Swedish Ballet.

Padre tramviere e madre operaia, la Fracci ha capito sin da piccola che il successo si deve guadagnare. Così non ha mai smesso di lavorare, neanche dopo la nascita di Francesco, il figlio avuto dal marito Beppe Menegatti, aiuto regista di Visconti, con il quale è convolata a nozze nel ’64.

Nella sua lunga carriera ha danzando con i più illustri ballerini della storia: da Rudolf Nureyev a Vassiliev, da Baryshnikov a Bortoluzzi, fino a Murru e Bolle. La sua ultima apparizione pubblica risale al 29 gennaio, quando ha tenuto una masterclass con i protagonisti del balletto Giselle andata in streaming sui profili della Scala.

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