Addio a Carla Fracci, l'étoile della Scala si è spenta a 84 anni

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La divina Carla Fracci si è spenta all'età di 84 anni a causa di una grave malattia, un tumore che l'aveva colpita da tempo e che aveva vissuto con coraggio e strettissimo riserbo. L'étoile della Scala è morta nella sua amata città, Milano, nella tarda mattinata di giovedì 27 maggio. 

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La camera ardente sarà allestita nel foyer del teatro alla Scala di Milano, dalle 10:30 alle 18 di venerdì 28 maggio. "Faremo una camera ardente alla Scala, una cosa che è stata fatta pochissime volte" ha annunciato il sovrintendente Dominique Meyer. Cosa rara "ma trattandosi di Carla Fracci..." ha aggiunto sottolineando che "è stata la ballerina più importante del teatro dell'ultimo secolo ma anche una stella importantissima nella danza internazionale". "Dobbiamo inchinarci davanti alla carriera di Carla Fracci - ha osservato - che è nata qui facendo la scuola di ballo".

Nella sua lunga carriera la Fracci ha danzato con i più illustri ballerini della storia: da Rudolf Nureyev a Vassiliev, da Baryshnikov a Bortoluzzi, fino a Murru e Bolle.

Definita dal "The New York Times" nel 1981 la "prima ballerina assoluta", la Fracci si era formata alla scuola di ballo del Teatro alla Scala, ma aveva portato il suo innato talento sui palchi di tutto il mondo. Con la sua grazia aveva dato forma e spessore a personaggi femminili memorabili come Giselle, La Sylphide, Giulietta, Swanilda, Francesca da Rimini e Medea. 

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Il 28 e 29 gennaio scorso aveva tenuto una masterclass con i protagonisti del balletto Giselle andata in streaming sui profili della Scala. Del 1955 il suo debutto sul palco del Piermarini, che è stato un trampolino per i teatri più famosi del mondo.

Di umili origini (il padre era tramviere e la madre operaia), la Fracci era ammirata davvero da tutti. Eugenio Montale le dedicò persino una poesia, "La danzatrice stanca". "You are wonderful" le confessò, commosso, Charlie Chaplin, dopo averla vista.

Era sposata dal 1964 con il regista Beppe Menegatti, da cui aveva avuto il figlio Francesco.

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Una carriera straordinaria

Carla Fracci era nata nel capoluogo lombardo il 20 agosto 1936 e, a soli dieci anni, nel 1946, aveva iniziato a studiare alla Scuola di danza del Teatro alla Scala, con insegnanti del calibro di Vera Volkova. Si era diplomata nel 1954, per poi proseguire la sua formazione artistica partecipando a stage avanzati a Londra, Parigi e New York. Dopo solo due anni dal diploma divenne solista, poi nel 1958 étoile della Scala.

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Fino agli anni '70 aveva danzato con alcune compagnie straniere quali il London Festival Ballet, il Royal Ballet, lo Stuttgart Ballet e il Royal Swedish Ballet. Dal 1967 era stata ospite dell'American Ballet Theatre. La sua notorietà artistica rimane prevalentemente legata alle interpretazioni dei ruoli romantici come Giulietta, Swanilda, Francesca da Rimini, o Giselle, accanto a partner come Rudolf Nureyev, Vladimir Vasiliev, Henning Kronstam, Mikhail Baryshnikov e soprattutto il danese Erik Bruhn (con il quale aveva regalato al pubblico un'indimenticabile interpretazione di Giselle). La Fracci nel 1964 aveva sposato Beppe Menegatti, regista della maggior parte degli spettacoli da lei interpretati.

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Alla fine degli anni '80 aveva diretto il corpo di ballo del Teatro San Carlo di Napoli assieme a Gheorghe Iancu e nel 1981 era in tv nel ruolo di Giuseppina Strepponi, la moglie di Giuseppe Verdi, nello sceneggiato Rai sulla vita del grande compositore di Busseto. 

Dal 1996 al 1997 la Fracci aveva diretto il corpo di ballo dell'Arena di Verona e nel 2003 le era stata conferita l'onorificenza italiana di Cavaliere di Gran Croce. Nel 2004 era stata nominata Ambasciatrice di buona volontà della Fao.

Dal novembre del 2000 al luglio del 2010 aveva diretto il corpo di ballo del Teatro dell'Opera di Roma, attività alla quale aveva affiancato la riproposta di balletti perduti e nuove creazioni sotto la direzione di Beppe Menegatti. Dal giugno 2009 al 2014 era stata assessore alla Cultura della Provincia di Firenze e nel 2015 Ambasciatrice di Expo Milano. Nel 2018, il Premio nazionale Toson d'oro di Vespasiano Gonzaga e il 19 settembre 2020 quello alla carriera da parte del Senato della Repubblica Italiana.

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Mattarella: "Ha onorato il Paese"

"Carla Fracci ha onorato, con la sua eleganza e il suo impegno artistico, frutto di intenso lavoro, il nostro Paese. Esprimo le più sentite condoglianze ai familiari e al mondo della danza, che perde oggi un prezioso e indimenticabile riferimento". Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che profondamente commosso dalla morte di Carla Fracci ne ricorda in una dichiarazione "le straordinarie doti artistiche e umane, che hanno fatto di lei una delle più grandi ballerine classiche dei nostri tempi a livello internazionale".

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Scala, scompare una figura leggendaria

È "con commozione" che la Scala annuncia la morte di Carla Fracci avvenuta oggi nella sua casa di Milano. 'Il Teatro, la città, la danza - spiegano da Piermarini - perdono una figura storica, leggendaria, che ha lasciato un segno fortissimo nella nostra identità e ha dato un contributo fondamentale al prestigio della cultura italiana nel mondo."

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Muti: "Nella storia della danza e nel cuore di tutti"

"Una grande figura di artista che ha onorato l'Italia e che rimarrà nella storia della danza e del teatro". Il Maestro Riccardo Muti ricorda così Carla Fracci all'ANSA e sottolinea: "Rimarrà nel cuore di tanti suoi ammiratori e tra questi ci sono io". Il Maestro ricorda di aver diretto la Fracci alla Scala nei Vespri Siciliani. "Diede lustro e prestigio a quella edizione, la ricordo come una grande danzatrice e una professionista straordinaria". Mentre aggiunge: "La ricordo anche sempre presente alle prime della Scala, un teatro che era il centro del suo mondo".

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