Carlos Grangel: "Da fumettista frustrato sono diventato disegnatore d'animazione"

(Adnkronos) - Carlos Grangel, il papà di personaggi memorabili dell'animazione internazionale come Balto, Spirit o Emily della 'Sposa cadavere' di Tim Burton, ha cominciato la sua carriera come "fumettista frustrato". Lo rivela in un'intervista all'Adnkronos lo stesso Grangel a 'Cartoons on the Bay', il festival internazionale dell'animazione e della transmedialità in corso a Pescara, promosso dalla Rai e organizzato da Rai Com, dove ha ricevuto il Premio Sergio Bonelli 2022 per avere "dato un contributo fondamentale alla definizione visuale di tanti characters nell’immaginario collettivo”, recitano le motivazioni.

"Ho cominciato da artista frustrato - racconta Grangel - perché volevo diventare un fumettista, ma la mia generazione ha trovato negli anni '80 il fumetto in piena crisi. Quindi sono passato all'animazione e ho cominciato a collaborare con i grandi studios americani come Sony, Paramount, Warner Bros. Ma anche con grandi registi come Spielberg, Tim Burton e ultimamente con Guillermo del Toro, con cui faccio il nuovo 'Pinocchio' di Netflix per il quale ho creato proprio i personaggi di Geppetto e Pinocchio. Sarà una versione diversa da quella Disney", sottolinea il disegnatore parlando un italiano fluente. "Sono innamorato dell'Italia, sono venuto diverse volte a Firenze e a Roma, ma a Pescara è la mia prima volta ed è stata una rivelazione - dice - La mostra è stata fantastica ('Cartoons' ha dedicato una mostra a tutti i personaggi dei suoi film, ndr) e ringrazio Roberto Genovesi che ha pensato a me onorandomi con il Premio Bonelli".

Grangel confessa di essere venuto in macchina da Barcellona. "Per due anni non mi sono mosso da casa a causa della pandemia, nonostante mi avessero invitato a Los Angeles, a Londra e in altre città. Non ho voluto prendere aerei e qui a Pescara sono venuto con la mia macchina. E' stato il mio primo spostamento dopo due anni, ed è stato magnifico grazie alla gentilezza delle persone e dello staff. Inoltre amo l'arte e i fumetti italiani", spiega il disegnatore che preferisce lavorare nella sua Barcellona perché "la qualità finale è la stessa, anzi migliore perché io lavoro meglio nella mia azienda. Come quando Roberto Genovesi mi ha chiesto di fare il manifesto di 'Cartoons', che non è come presentare un personaggio per l'animazione, è più difficile, è una composizione, il colore, l'idea, serve una mente pensante. Lavorando a casa mia, mi sono ricordato che 'La Sposa cadavere' era stata presentata in anteprima mondiale a Venezia e che quindi è un anche po' italiana. Così ho immaginato Emily come una Madonna che cammina su una spiaggia di Pescara, tutta in blu. Mi sono sentito quasi Caravaggio...", sorride.

Da 'Balto' a 'Kung Fu Panda', da 'Madagascar' al 'Principe d'Egitto' fino a 'Spirit - Cavallo selvaggio' e 'La sposa cadavere', la carriera di Grangel è costellata di grandi successi e personaggi indimenticabili. Tra questi non c'è un preferito: "Sarebbe come chiedere a una madre di scegliere tra i suoi figli - osserva - Posso dire che tre film hanno segnato degli snodi importanti nella mia carriera: 'Balto' perché molto significativo nonostante sia stato un film a bassissimo costo ma che è piaciuto tantissimo ai bambini; 'Il Principe d'Egitto', prima grande produzione da 150 milioni di dollari; infine 'Spirit', che all'inizio non volevo proprio fare per la grande difficoltà di disegnare e animare il cavallo, un animale perfetto che nemmeno giganti dell'arte come Velázquez o Rembrandt sono riusciti a rendere alla perfezione".

"Non volevo proprio farlo - confessa il disegnatore spagnolo - avevo timore come se avessi dovuto scalare l'Everest. Ma Spielberg e la sua Dreamsworks mi hanno messo con le spalle al muro ponendomi di fronte alla scelta estrema: o 'Spirit' o la porta! Mi hanno spronato dicendomi che erano consapevoli della difficoltà che quest'impresa avrebbe comportato per me, ma che se avessi lavorato duramente ce l'avrei fatta. Ed è stato un film bellissimo". Un sequel? "Per scelta non ne faccio. Mi hanno offerto un sacco di soldi per fare i sequel di 'Hotel Transylvania' e 'Kung Fu Panda' ma ho sempre detto di no. Per me non è una questione di soldi, voglio prodotti nuovi e storie originali".

Infine, quali consigli darebbe a un giovane disegnatore? "I consigli non li darei a lui ma ai suoi genitori - chiosa Grangel - Direi loro che se pensano che il loro bambino abbia qualità da artista, allora devono appoggiarlo e in tempo. Devono fare in modo che quell'artista abbia tutto il supporto di cui ha bisogno. Mio padre e mia madre mi hanno molto aiutato e sostenuto. Mi dicevano: 'Vai, vai, vai' come a Valentino Rossi. E il ragazzo, per raggiungere obiettivi alti e di qualità, deve lavorare non meno di 8 ore al giorno e in 5-6 anni il suo livello sarà al top e potrà andare in America o a Londra o in Germania. Bisogna far capire ai giovani che questo mestiere non è divertimento, ma lavoro. E bisogna lavorare molto con grande concentrazione. Anzi, troppo", conclude.

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