Carlos ‘lo sciacallo’ non perde lo sguado di sfida

Con gli anni Carlos non ha perso il suo sguardo di sfida.

In queste immagini Ilich Ramírez Sánchez, alias Carlos lo sciacallo, aveva 62 anni. Compariva davanti ai giudici per gli attentati che insanguinarono la Francia negli anni Ottanta del secolo scorso, facendo 11 morti e circa 200 feriti.

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Con gli anni Carlos non ha perso il suo sguardo di sfida. In queste immagini Ilich Ramírez Sánchez, alias Carlos lo sciacallo, aveva 62 anni. Era il 2011 e la scia di sangue degli attentati a lui attribuiti attraversa la Francia degli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso.

EURONEWS – Terzo ergastolo per “Carlos lo sciacallo”. I fatti… https://t.co/URcssW4qET #PaginaNuova #Press https://t.co/oVI8IQumjQ pic.twitter.com/oUT1EPQPZx— Pagina Nuova (@PaginaNuova) March 28, 2017

Troisième peine de prison à vie pour « Carlos le Chacal » https://t.co/yP1QjMwmNg— Helene Couture (@galhc59) March 27, 2017

Nell’aprile del 1982, l’autobomba in rue Marbeuf a Parigi, di fronte alla sede del giornale El Watan Al Arabi fa 1 morto e 63 feriti.

Il mese prima, una bomba sul treno Parigi Tolosa aveva fatto 5 morti e 77 feriti.

 

 

Il 31 dicembre del 1983, la Francia è nuovamente sotto attacco, colpito il TGV Marsiglia -Parigi e la stazione Saint-Charles di Marsiglia:  5 morti e 50 feriti.

Crimini che Carlos non ha mai confessato ma neppure negato.

Colui che è soprannomaninato l’Osama bin Laden di quegli anni è il fondatore dell’Organizzazione internazionale dei rivoluzionari.

 

Un altro ergastolo a Carlos “lo sciacallo” per una strage a Parigi del 1974 | https://t.co/6RZh8VxKtI | #Secolo #liberetcogitans— Libero Pensatore (@liberetcogitans) March 28, 2017

John Follain, biografo di Carlos:

 

“Rappresenta un’epoca passata del terrorismo internazionale, quando la causa principale era la Palestina, una Palestina libera e ovviamente il marxismo. Ma anche il terrorismo si è evoluto in maniera tale che ormai Carlos è cosa altra”.

Nato a Caracas nel 1949, Ilich Ramírez Sanchez, figlio di un noto avvocato, prende il nome di battaglia di Carlos e aderisce al Fronte popolare per la liberazione della Palestina nel 1973.

Nel 1975, a distanza di una settimana, falliscono due attentati all’aeroporto di Orly prendono di mira aerei della compagnia israeliana El Al.

Entrambi sono attribuiti a Carlos.

Carlos assurgerà agli altari della cronaca internazionale con l’attacco a Vienna contro la sede dell’Opec nel dicembre del 1975. Insieme a 5 complici, sequestra 66 persone tra cui 11 ministri. Tre i morti.

Dopo giorni di intensi negoziati, 50 ostaggi vengono rilasciati e il commando può partire verso l’Algeria, dove liberano i ministri e ottengono l’asilo politico.

Ma è in Francia che Carlos ha dei conti in sospeso.

Arrestato in Sudan nel 1994, dalla polizia francese, è condannato 3 anni dopo all’ergastolo per l’omicidio di 3 persone tra cui due poliziotti nel 1975.

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