Carnate, parlano i trapper dopo l'aggressione: "Temiamo le vendette in carcere"

Trapper
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Jordan Jeffrey Baby e Traffik, due noti trapper, già conosciuti anche dalle forze dell’ordine per diversi precedenti penali, erano stati arrestati dopo aver aggredito a Carnate un operaio nigeriano di 41 anni.

Carnate, parlano i trapper dopo l’aggressione: “Temiamo le vendette in carcere”

I due trapper hanno parlato direttamente dal carcere di Monza, raccontando l’ansia con cui stanno vivendo la reclusione in prigione. Jordan Jeffrey Baby, nome d’arte di Jordan Tinti e Traffik, alias Gianmarco Fagà, hanno spiegato: “Abbiamo soltanto litigato perché ci ha offesi per i nostri tatuaggi, non abbiamo detto ‘Ti ammazziamo perché sei nero’. Adesso temiamo una vendetta da parte degli altri detenuti.”

I carcerati di origine straniera e le vendette in carcere

Per il momento i due trapper si trovano insieme in una zona protetta del carcere, ma ben presto dovranno convivere con altri detenuti nelle celle. Molti di questi detenuti hanno orgine straniera (si parla di circa il 50% delle persone), ecco da dove nasce la paura di Traffik e di Jordan Jeffrey Baby di una vendetta per il loro attacco a sfondo razziale.