Caro bollette, l'Ue teme la paralisi del Green deal

·3 minuto per la lettura
(Photo: Thierry Monasse via Getty Images)
(Photo: Thierry Monasse via Getty Images)

“La cosa che non possiamo permetterci è che la questione sociale finisca per contrapporsi a quella climatica. La vedo molto chiaramente questa minaccia ora che discutiamo dei rincari dei prezzi dell’energia”. Stamattina alla plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo, Frans Timmermans doveva tenere una semplice relazione sul ‘Fit x 55’, il pacchetto con 13 proposte legislative su energia e clima a supporto del ‘green deal’. E invece il discorso del commissario europeo è diventato un vero e proprio grido di allarme su ciò che può succedere in conseguenza dei rincari sulle bollette: in Italia il 40 per cento in più ma la tematica riguarda tutti i paesi interessati alla transizione ecologica. Il terrore che serpeggia negli ambienti europei è che i governi nazionali rallentino il ritmo della riconversione dell’economia in senso sostenibile per evitare di perdere consenso sull’altare degli aumenti in bolletta.

La transizione costa e questo si sapeva. Ma negli ambienti europei è vivido il ricordo della scintilla che nel novembre del 2018 infiammò le piazze francesi dando vita al movimento dei ‘gilet jaune’. L’inizio fu innescato anche dall’aumento del prezzo dell’energia, dalla svolta ecologica che Emmanuel Macron aveva avviato a piccoli passi. Ora è tutta l’Europa a ritrovarsi allo stesso bivio. Il terrore a Bruxelles è che i governi, alle prese con gli effetti sociali dei rincari, rallentino la transizione.

“La Commissione - dice Timmermans - è pronta a discutere le misure del Fit x 55”. Ma “invece di paralizzarci o rallentare il processo per via dell’aumento dei prezzi dell’energia, dovremmo velocizzare il passaggio verso forme di energia rinnovabili in modo che dell’energia rinnovabile economica sia disponibile per tutti”. “Se avessimo fatto il Green deal 5 anni fa - insiste - non saremmo in questa posizione ora, perché saremmo meno dipendenti dai fossili o dal gas”. La convinzione del Commissario è che “solo un quinto” dell’aumento dei prezzi dell’energia che si registra in queste settimane dipende dal rincaro delle quote di emissioni: il resto viene da “carenze” di materia prima sui mercati.

Il discorso alla plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo diventa dunque una specie di ‘vademecum’ per i parlamentari e indirettamente per i governi nazionali per non voltare le spalle al Green deal. “Nel ‘Fit x 55’ - continua Timmermans - abbiamo esteso il sistema di tracciamento delle emissioni (Ets, Emission Trading System ndr.) ai trasporti e agli edifici ma l’abbiamo collegato al ‘Fondo sociale per il clima’”. In questo modo, gli Stati membri hanno delle alternative per aiutare le fasce sociali più deboli e le imprese: “Ridurre l’Iva, per esempio, le accise sull’energia e dare diretto sostegno a famiglie. Agli Stati la scelta. Noi vediamo che le emissioni nei trasporti continuano ad aumentare e invece dovrebbero diminuire e che l’efficienza energetica degli edifici non sta aumentando al ritmo necessario per raggiungere l’obiettivo della riduzione delle emissioni nocive del 55 per cento entro il 2030”.

Dunque “l’offerta al Consiglio Europeo”, cioè agli Stati membri. “Guardiamo al pacchetto ‘Fit x 55’ e miglioriamolo”, conclude il Commissario, anche per assicurare “un’equa condivisione degli oneri tra le regioni. Credo che possiamo ancora sistemare le cose e impedire che la crisi climatica finisca fuori controllo”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

Leggi anche...

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli