Caro bollette, palestre e piscine rischiano la chiusura: “Costi triplicati"

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Caro bollette, palestre e piscine rischiano la chiusura: “Costi triplicati"

La crisi energetica e il conseguente incremento dei prezzi di luce e gas pesa sulle tasche di famiglie e imprese. Lo sanno bene i gestori di piscine e palestre, che a causa del caro bollette faticano ad andare avanti.

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Non è bastato il Covid: a mettere in ginocchio i gestori delle piscine e delle palestre ci ha pensato persino la crisi energetica. Hanno imparato ad adattarsi ai più rigidi protocolli sanitari, ma davanti a bollette sempre più salate c’è poco da fare.

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In Francia la situazione non è tanto diversa e sono già arrivate le prime misure. Vert Marine, ente pubblico che gestisce diverse piscine, ne ha ordinato le chiusure. “L’aumento del costo dell’energia non ci consente più di gestire le attrezzature in modo economicamente equilibrato e socialmente sostenibile”, fa sapere.

In Italia gli aumenti in bolletta sono triplicati e a spiegare la situazione, come riportato dal Corriere della Sera, è Claudio Pillot, il presidente del Nomentano SSD che ha dato in gestione piscina e palestra. “Quando i gestori mi fanno vedere le bollette capisco quando mi dicono che possono pagare le bollette o il canone di affitto. Bollette che prima erano sui settemila euro mensili, ora sono lievitate addirittura a diciotto, superiori di due volte e mezza. Vale per l’energia elettrica ma vale anche per il gas, con i consumi che inevitabilmente aumenteranno ancora con l’avvicinarsi della stagione invernale. E con luce e gas sono aumentati anche il cloro, i concimi, tutto quello che si può pensare possa far parte della gestione ordinaria di un impianto”.

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Per Raffaele Condemi, presidente del Canottieri Lazio, “la situazione è drammatica”. Inoltre, ha sottolineato: “Per i soci il circolo è come una seconda casa, e potrà capitare di dover chiedere loro un contributo aggiuntivo o di rinunciare a qualcosa tra i servizi offerti. Il nostro circolo non ha un’attività energivora a differenza di altri che hanno la piscina coperta. Ma non possiamo negare di essere in grande difficoltà e molto preoccupati.

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Non si è fatto attendere neppure lo sfogo di Giampaolo Duregon, presidente dell’Anif, associazione nazionale impianti sport e fitness. “Non possiamo perdere questo grande patrimonio sociale, rendendo molto difficile se non impossibile la sopravvivenza di migliaia di centri di un settore così centrale per la società”, ha tenuto a precisare. Durgon lancia un allarme: “Il caro bolletta già pesava notevolmente sui centri sportivi, energivori per il tipo di attività che fanno. Ora siamo davanti a una prospettiva insostenibile”.