Caro bollette, via libera dal Governo per gli aiuti economici

giorgia meloni
giorgia meloni

Durante il suo primo Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni ha annunciato la disponibilità di quasi 10 miliardi per contenere il caro energia che l’Italia dovrà fronteggiare con l’arrivo dell’inverno.

Caro Energia, Meloni: “Subito 9,5 miliardi”

Il premier Giorgia Meloni durante il Consiglio dei Ministri ha ribadito la necessità di contenere il caro energia: “Grazie all’extragettito dell’Iva e a un terzo trimestre favorevole, circa 9 miliardi e mezzo saranno da utilizzare per il caro energia“.

Al termine del cdm è stata approvata anche la Nadef (Nota di Aggiornamento del Def), dove Meloni ha sottolineato come saranno disponibili oltre 30 miliardi fino al 2023.

“Prezzi calmierati per aziende energivore”

Configureremo un’altra misura sul tema dell’energia come emendamento all’attuale decreto aiuti in conversione: riguarda la possibilità di liberare alcune estrazione di gas italiano facilitando le concessioni in essere e immaginandone nuove“, così ha dichiarato il neo premier al Cdm.

Chiederemo ai concessionari che dovessero aderire di mettere a disposizione, in cambio, da gennaio gas tra 1 miliardo e 2 miliardi di metri cubi da destinare ad aziende energivore a prezzi calmierati”-annuncia il premier Meloni in conferenza stampa dopo il Cdm-Un prezzo per mettere in sicurezza le aziende più gasivore“, ha aggiunto in seguito.

Meloni: “Prezzo scenderà se interviene l’UE”

C’è tanta buona volonta da parte di Giorgia Meloni nel calmierare i prezzi energetici, ma lo stesso neo premier ricorda come sarà necessario il supporto dell’UE: “Partiamo dal presupposto che una soluzione anche europea sulle risorse per affrontare la questione delle bollette sia giusta e necessaria. Ritengo che dovremmo usare tutte le risorse esistenti, dal Repower Ue ai Fondi di coesione non usati“.

L’Ue valuta il PNRR

In materia di Pnrr, Giorgia Meloni afferma che “non c’è nessuna chiusura preconcetta in UE, ma, come dicono le persone che ragionano in maniera pragmatica, entriamo nel merito“.

L’aumento del prezzo materie prime al 30-35%” pesa sulle opere pubbliche. Questa- sottolinea il neo premier-è una materia che si deve affrontare con garbo e intelligenza“.