“Caro presidente, basta armi per il mio amico ucciso a scuola”. Ava, sette anni, scrive a Trump

Era una giornata d’autunno del 2016 a Townsville, in South Carolina, e Ava Rose Olsen, 7 anni, era a scuola. Durante l’intervallo arriva un pick-up e si ferma nel cortile, alla guida un ragazzino di 14 anni, un ex alunno. Scende e comincia a sparare dodici colpi dalla pistola che ha rubato al padre. Ferisce una maestra e un bambino, colpisce in pieno Jacop Hall, sei anni, il più piccolo di tutti e il miglior amico di Ava. Il bimbo muore in ospedale tre giorni dopo. Da qual giorno Ava non è più tornata a scuola.

La lettera indirizzata a Donald Trump

Caro Mr. President, mi chiamo Ava Rose Olsen e ho sette anni…”. Un foglio di quaderno e una matita, la lettera è datata 23 agosto 2017. La piccola Ava decide di scrivere a Donald Trump, dopo una delle tanti stragi che si consumano nelle scuole americane, quasi sempre a sparare è un alunno o un ex allievo. Nel testo della lettera indirizzata alla Casa Bianca si legge: “Il mio miglior amico, Jacob, è stato colpito ed è morto. Sono molto triste. Lo amavo e avevo deciso di sposarlo un giorno. Odio le pistole. Una di queste ha rovinato la mia vita e si è presa il mio migliore amico. Lei può proteggere i bambini? In che modo lo può fare?”.

Ricky Carioti/The Washington Post/Getty Images

La riposta del Presidente

Poco prima di Natale, come riportato dal Washington Post, a casa Olsen viene recapitata una busta bianca, in cima c’è il logo “The White House-Washington”. La data è del 19 dicembre 2017, la firma è quella di Trump: “Cara Ava, grazie per la tua lettera. Sei stata molto coraggiosa a condividere la tua storia con me. La signora Trump e io siamo così dispiaciuti per la perdita del tuo amico, Jacob”. E poi l’impegno: “Il mio obiettivo come presidente è di garantire che i bambini in America crescano in un ambiente sicuro e che abbiano le migliori possibilità per realizzare tutte le loro potenzialità”. La missiva si chiude con un augurio: “La signora Trump e io ti teniamo stretta nei nostri cuori. Speriamo tu possa sempre ricordare, qualunque cosa accada, che tante persone ti amano, ti sostengono e vogliono aiutarti a realizzare i tuoi sogni”.

Il tema della sicurezza nelle scuole

Solo nell’ultimo mese si contano sei tentate stragi: 3 adolescenti morti e 25 feriti. I killer sono quasi sempre altri ragazzi. Il primo febbraio scorso, a Los Angeles, una ragazzina di 12 anni ha sparato contro i sui compagni, cinque sono rimasti feriti. Ava queste notizie non le conosce, ma non è rimasta soddisfatta dalla risposta della Casa Bianca. Così ha preso un altro foglio di quaderno e la stessa matita e l’8 gennaio ha deciso di scrivere di nuovo a Trump: “Caro Presidente, le scuole dovrebbero essere costruite in modo più sicuro. Io ho qualche idea per tenere la violenza lontana dalle aule…”. Chissà cosa risponderà questa volta TheDonald.