Carola: “Dovevo salvare le persone” Salvini “Pena per chi ti applaude”

Carola Rackete Salvini

Carola Rackete torna a parlare dell’episodio che l’ha vista protagonista come comandante della Sea-Watch 3. La giovane si trova a Bruxelles per essere ascoltata dalla commissione Libertà civili del parlamento europeo.

Carola Rackete a Bruxelles

Una scelta obbligata e necessaria”, rivendica Carola dalla capitale belga. Il riferimento è al suo ingresso nelle acque territoriali italiane, condotto nonostante il divieto firmato dagli ex ministri Trenta, Salvini e Toninelli. Afferma di aver tentato in tutti i modi di non oltrepassare il limite e rispettare la legge italiana, ma di fronte ad una situazione di emergenza ha dovuto agire.

Queste le sue parole: “Non ho pensato alle conseguenze in quel momento. Sai qual è la cosa giusta e devi farla, non c’è discussione che tenga”. Sostiene infatti che il dovere primario di un comandante sia di trarre in salvo le persone che ha a bordo. “Tutto il resto passa in secondo piano”.

In merito all’attenzione e alla visibilità avute dopo la vicenda, la giovane tedesca avrebbe preferito che venissero rivolte a chi ha davvero bisogno di essere aiutato, ovvero i rifugiati. Non nega che sia stato, e lo è ancora, difficile gestire la popolarità avuta sui media. Soprattutto perché si è trovata a dover decidere se usarla per provare a cambiare la narrazione in meglio o andarsi a nascondere.

La situazione nel Mediterraneo

Carola procede poi con un confronto tra la situazione attuale del Mediterraneo e quella di tre anni fa. Ricorda come nel 2016 le navi di soccorso cooperavano con la Guardia Costiera Italiana, con la Marina e con le navi militari europee.

Poi però la situazione è velocemente cambiata. “La Guardia Costiera è stata richiamata indietro dal ministro dell’Interno e l’Europa ha fatto affidamento sui libici, pensando che operino per soccorrere i migranti”. Invece, accusa la Rackete, spesso recuperano barconi in acque internazionali e li portano in Libia, dove vengono messi in centri di detenzione. “Un’aperta violazione della Convenzione di Ginevra”, continua.

Definisce tutto questo vergognoso, affermando che di fronte ad una situazione del genere non può far altro che dichiarare persa la sua fiducia nelle istituzioni europee.

La reazione di Salvini

Non si è fatto attendere il commento di Matteo Salvini al discorso di Carola Rackete. L’ex ministro dell’Interno dice di provare “pena, imbarazzo e vergogna per quanti l’hanno applaudita a Bruxelles”. Un gesto che lui non avrebbe mai fatto di fronte ad “una comandante che ha voluto portare a tutti i costi i migranti in Italia speronando anche una motovedetta della Finanza”. L’omaggio ricevuto è per lui “un’offesa all’Italia”, e non manca di aggiungere come non sia ancora stata smentita la presenza sulla sua nave di tre torturatori libici.

Ad esprimersi ancora più duramente è stato Maurizio Gasparri. Il deputato azzurro ha definito “brutta gente” le persone che hanno applaudito la comandante tedesca. “Una che dovrebbe stare in galera visto che ha tentato di uccidere dei militari italiani”, aggiunge.