Carola, la polpomobile e 215 Kg di rifiuti. "Un anno sabbatico per ripulire le spiagge"

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Carola su una spiaggia della Grecia, davanti i sacchi di rifiuti raccolti (Photo: Carola Ludovica Farci)
Carola su una spiaggia della Grecia, davanti i sacchi di rifiuti raccolti (Photo: Carola Ludovica Farci)

Mentre i grandi della Terra giocano a Glasgow la partita contro il cambiamento climatico, c’è una ragazza di Cagliari che, sola con il suo labrador Polly, gira le spiagge e i sentieri raccogliendo rifiuti. Si chiama Carola Farci, 31 anni, e si è presa un anno sabbatico non retribuito dal liceo di Cagliari dove insegna italiano e storia, per portare avanti la sua personale battaglia nella lotta ai cambiamenti climatici. “Agli inizi di ottobre sono partita dalla Sardegna. Poi Napoli, Bari e ora la Grecia – dice all’Huffpost Carola – non ho una meta precisa, vado dove mi ospitano”. Con la sua ‘polpomobile’ – una piccola auto bianca decorata con disegni marini – e il suo cane di tre anni, Carola fa affidamento su applicazioni come Workaway – che offre un alloggio in cambio di lavoro – per spostarsi di luogo in luogo spendendo il minimo indispensabile.

L’interesse nella tutela dell’ambiente ha sempre fatto parte della vita di Carola: “Ho iniziato pulendo le spiagge di Cagliari. Ad un certo punto mi sono resa conto che quell’oretta che dedicavo non bastava più. Così ho preso un anno sabbatico e sono partita. La mia idea è quella di tornare in classe, a settembre 2022, e utilizzare tutta l’esperienza raccolta per trasmetterla ai miei studenti”. Tra le spiagge italiane - Sorrento e Positano - e quelle del Peloponneso in Grecia, Carola ha raccolto finora 215 chili di rifiuti, alcuni ancora in ottimo stato. “Oltre ai soliti mozziconi di sigaretta, ho trovato anche due maschere ancora in perfetto stato, che si potrebbero riutilizzare” scrive la ragazza sul suo profilo Instagram, ecoprof.travel: “Oggi la maniera più veloce di arrivare a tante fasce di età è Instagram” dice Carola, che però conta di tornare in classe a settembre.

I rifiuti raccolti da Carola su una spiaggia in Grecia (Photo: Carola Ludovica Farci)
I rifiuti raccolti da Carola su una spiaggia in Grecia (Photo: Carola Ludovica Farci)

Altri come lei, lontano dalla risonanza di eventi come la Cop26, compiono gesti quotidiani che però fanno la differenza: “Basterebbe dedicare una mezz’ora al giorno e qualche miglioramento già si vedrebbe”. E non serve nemmeno un’attrezzatura consistente. Carola ha portato con sé guanti, buste, un retino per pescare e una “mega pinza per raccogliere i rifiuti senza spezzarmi la schiena, l’ho pagata 1.80 euro” dice Carola. Quando ha iniziato il viaggio, ha subito informato chi avrebbe voluto farle una donazione: i soldi darebbero andati a Seasheperd, un organizzazione no profit che tutela gli oceani: “Per chi volesse far parte di un progetto di pulizia del mare, può farlo entrando nella pagina di Seasheperd e donando da lì”.

Dal Peloponneso all’Arcadia, nell’entroterra greco, dove di mare non ce n’è. A quel punto Carola punterà ad un sentiero diverso ogni giorno e a ripulire i corsi d’acqua: “Molti dei rifiuti che si trovano in mare arrivano dai fiumi interni”. Non si è posta un limite temporale o spaziale. Sa che nella parentesi di un anno potrà dedicarsi esclusivamente alla tutela di un bene, l’ambiente, che è comune. Poi tornerà in classe: “Sto vivendo molte esperienze diverse e conoscendo tanta gente. Tutto questo voglio condividerlo con i miei studenti”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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