Carola Rackete davanti i pm: "Ue accetti migranti salvati" -punto

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Roma, 18 lug. (askanews) - "Sono stata molto contenta di avere avuto l'opportunità di spiegare tutti i dettagli del salvataggio del 12 giugno. Spero che la Commissione europea, dopo l'elezione del nuovo Parlamento, faccia il meglio possibile per evitare queste situazioni e che tutti i Paesi accettino le persone salvate dalle flotte di navi civili". Sono le parole della comandante della Sea Watch 3 Carola Rackete, che è stata ascoltata dai pm della Procura di Agrigento nell'ambito dell'inchiesta che la vede indagata per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e disobbedienza a nave da guerra. L'attivista tedesca, accompagnata dai suoi legali, è stata sentita per quattro ore dal procuratore aggiunto Salvatore Vella e dai pubblici ministeri Alessandra Russo e Cecilia Baravelli.

"Cosa penso di Salvini? Nulla", ha detto Rackete rispondendo ai giornalisti in un punto stampa fuori la Procura. Lo scorso 29 giugno, al timone della Sea Watch 3 con a bordo 40 migranti salvati nel Canale di Sicilia, Rackete forzò il blocco imposto dal governo italiano attraccando a Lampedusa dopo due settimane d'attesa in mare. In quella circostanza la nave della Ong (ora sotto sequestro) urtò una motovedetta della Guardia di finanza con alcuni militari a bordo e per questo venne arrestata. Arresto che però non fu convalidato dal gip Alessandra Vella.

"Il clima di odio è presente e viene alimentato da dichiarazioni irresponsabili e aggressive rispetto a chi le fa. Se le fa uno al bar, si dice che è un irresponsabile, ma se le fa un uomo che ha una responsabilità istituzionale, capite bene che il peso specifico che ha questa dichiarazione è ben altro. E riteniamo abbia una valenza istigatoria, perché crea come un macigno nell'acqua grandi onde intorno a se", ha detto l'avvocato della comandante, Alessandro Gamberini: "Carola ha spiegato come è avvenuto il salvataggio. C'è stato l'avvistamento ed è stato diramato a tutti. Compresi i libici. Il porto più sicuro vicino era Lampedusa. Malta era più lontano e ha negato l'avvicinamento. Lei si è dirette opportunamente verso Lampedusa che è un confine europeo. Lo ha ribadito anche durante la sua dichiarazione, quanto sia importante una assunzione europea di responsabilità. Ed è proprio su quel confine europeo che vorremmo vedere un impegno di solidarietà e di attenzione al salvataggio della vita che finora non c'è stato. Delegare questo impegno ai volontari è una vergogna. E criminalizzare questo impegno è ancora di più una vergogna", ha concluso.