Carola Rackete: la capitana torna in Germania dopo l’interrogatorio

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Carola Rackete ha lasciato l’Italia. Come fa sapere un portavoce dell’Ong Sea Watch, la capitana dell’omonima nave ha salutato il nostro Paese nella giornata del 18 luglio per rientrare nella natìa Germania. La Rackete era appena stata sottoposta ad un interrogatorio nella procura di Agrigento, dove è attualmente indagata per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Carola Rackete verso la Germania

La donna era stata arrestata lo scorso 29 giugno, subito dopo essere sbarcata nel porto di Lampedusa, per aver forzato il blocco navale imposto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini. In quell’occasione era stato inoltre prefigurato il reato di rifiuto di obbedienza a nave da guerra, per aver urtato una motovedetta della Guardia di Finanza durante la manovra di avvicinamento.

All’uscita dalla procura di Agrigento, Carola Rackete si è rivolta direttamente alla nuova Commissione europea. Ad essa ha chiesto di agire prontamente al fine di prevenire nuove situazioni come quella avvenuta con la Sea Watch: “Sono contenta di avere avuto l’opportunità di dare tutti i dettagli del salvataggio del 12 giugno. Spero che la Commissione UE faccia di tutto per evitare queste situazioni.”

Al momento, dalla Ong Sea Watch fanno sapere che la Rackete “si riposerà un po‘” e non prenderà parte a nuove missioni nel Mediterraneo. Secondo le procedure infatti, al temine di ogni missione sia il comandante che l’equipaggio della nave vengono sostituiti. Ancora incerta tuttavia è la situazione riguardo la nave Sea Watch 3, attualmente sotto sequestro probatorio nel porto di Licata.

Le parole di Matteo Salvini

Proprio in occasione dell’interrogatorio da parte della procura di Agrigento, Matteo Salvini ha affermato: “La nuova eroina della sinistra è stata interrogata per quattro ore. Ci sarà un giudice che almeno stavolta farà rispettare le leggi, la sicurezza e la dignità del nostro Paese? Io non vedo l’ora di espellere questa viziata comunista tedesca e rimandarla a casa sua.”