Carta Bianca, Di Maio: “Stanco di chi mi dà pugnalate, non del M5S”

Di Maio Carta Bianca

Ospite degli studi di Carta Bianca, Luigi Di Maio è intervenuto sulla situazione dell’attuale governo giallorosso e sull’appuntamento delle elezioni regionali del 26 gennaio 2020. Non prima di aver menzionato la crisi interna al Movimento Cinque Stelle e il suo pensiero sui dissidenti che lo vorrebbero mettere alla porta.

Di Maio a Carta Bianca

A chi lo accusa di essere stanco del M5S il capo politico pentastellato ha risposto di non essere stufo della forza politica in sé quanto di chi “sta nelle retrovie e viene al fronte per darmi una pugnalata“. Ha poi spiegato che è normale che in un Movimento che ha eletto 330 parlamentari ci sia chi esprime dissenso, aggiungendo che quando qualcuno non è d’accordo ha tutto il diritto di andarsene.

Per coerenza però a suo parere dovrebbe dimettersi e farsi rieleggere, non andare al Gruppo Misto. Una doppia critica dunque. Da una parte a chi ha parlato delle sue dimissioni da leader prima delle regionali di Emilia Romagna e Calabria per non assumersi la responsabilità della (probabile secondo i sondaggi) sconfitta. Dall’altra a chi ha lasciato il Movimento per spostarsi tra gli scranni del Gruppo Misto o di altri partiti tra cui la Lega, ex alleata.

Il ministro degli Esteri ha anche accennato ad un’alleanza politica con i dem, che alcuni grillini ritengono si possa creare. Egli ha ricordato come lui e la stragrande maggioranza del M5S rappresentino un’alternativa alla destra e alla sinistra, motivo per cui non ritiene possibile la suddetta proposta. Inoltre il governo sta lavorando ad una legge elettorale proporzionale che non prevede coalizioni. Un’altra ragione dunque per escludere, almeno per il momento, una futura coalizione giallorossa.