Carta d’identità per i social: la Lega dice no

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Da oggi lavoro per una legge che obblighi chiunque apra un profilo social a farlo con un valido documento d’identità“. Così Luigi Marattin (Italia Viva) ha annunciato la sua idea di “schedare” tutti coloro i quali aprono un profilo sui social network. La proposta, sin dai primi istanti, ha scatenato grandi polemiche soprattutto relative all’anonimato sui social network. La proposta, tuttavia, non sarebbe affatto nuova visto che era già stata avanzata pochi mesi fa da Andrea Ruggieri (Forza Italia).

Carta d’identità sui social

Secondo il deputato di Iv, schedare servirebbe a responsabilizzare gli utenti sui contenuti postati in rete, per scongiurare campagne di odio, troll e diffusione di fake news. Il progetto, tuttavia, prevede due problemi non trascurabili: il primo è la cessione di ulteriori dati sensibili a colossi come Facebook mentre il secondo riguarda il precedente che si creerebbe per tutti quei regimi in cui il web è l’unica forma di libera espressione.

Pareri contrari

Pesanti attacchi alla proposta di Marattin sono arrivati anche da alcuni partiti, tra cui il Movimento 5 Stelle e la Lega.

Salvini: “Sciagura”

La sciagura del duo censura. Vogliono carta d’identità obbligatoria sui social, il vizietto di schedare chi non la pensa come loro” ha scritto su Facebook Matteo Salvini facendo riferimento alla proposta di Luigi Marattin ma attaccando in particolare Matteo Renzi e Maria Elena Boschi. “La priorità di Renzi e Boschi? – ha proseguito – Schedare chi usa i social. Non sarà il solito vizietto che hanno a sinistra?“.

M5s: “Scordatevelo”

Netto anche il commento apparso sul Blog delle Stelle: “Per riuscire ad arginare le notizie e i profili falsi è necessario rafforzare i compiti e i poteri investigativi della polizia postale, che ha gli strumenti anche normativi adatti, ma poco personale considerando la rilevanza del fenomeno. Bisogna puntare sulle prevenzione e l’educazione all’uso consapevole dei media, anche on line“.