Cartabellotta: "Con scuole aperte si esclude ogni altra riapertura"

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Nino Cartabellotta
Nino Cartabellotta

Secondo il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta se si decide di riaprire le scuole è meglio non procedere con altre riaperture fino a quando la situazione degli ospedali non sarà migliorata: le terapie intensive occupate a livello nazionale sono infatti pari al 40%, 10 punti percentuali in più rispetto alla soglia ritenuta critica dagli esperti.

Cartabellotta “Riaprire solo scuole”

Intervenuto durante la trasmissione L’Italia s’è desta in onda su Radio Cusano Campus, l’esperto si è detto convinto che da un punto di vista sociale gli istituti scolastici debbano essere i primi a riaprire e gli ultimi a chiudere. Per farlo c’è però bisogno di un adeguato livello di sicurezza non solo negli edifici ma anche in tutto ciò che precede e segue le lezioni in presenza, soprattutto sui trasporti.

Dobbiamo essere consapevoli che se riapriamo le scuole non possiamo riaprire altro“, ha sottolineato. In questo senso secondo lui la decisione di aprire le scuole va di pari passo con quella di lasciare l’Italia in rosso ed arancione fino a fine aprile, “altrimenti il sistema non regge“.

Il suo timore riguarda soprattutto gli ospedali. Tredici regioni hanno infatti superato la soglia critica delle terapie intensive occupate, alcune di esse di oltre 20 punti percentuali. Secondo il modello del matematico Giovanni Sebastiani il picco dei ricoveri in rianimazione è previso questa settimana, ma anche una volta passato secondo lui sarebbe bene continuare a lasciare in vigore le attuali restrizioni.