Cartabellotta: diffusione virus è rapida, social distance per tutti -2-

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Roma, 3 mar. (askanews) - Con due corollari, il primo: "Qualcuno che controlli a livello locale il rispetto delle regole di contenimento; inutile chiudere scuole e università e poi avere biblioteche piene, o file ai musei o party organizzati". Il secondo: "Comportamenti individuali responsabili: lavarsi le mani, evitare contatti stretti, niente baci e abbracci e strette di mano, se si sta male si sta a casa. Il distanziamento sociale è una responsabilità individuale: ognuno di noi è un potenziale trasmettitore del virus, ognuno di noi deve tenere comportamenti responsabili per se stesso e gli altri: distanziamento sociale. Punto".

Un sacrificio? Piccolo e doveroso che "tutti in tutta Italia" devono fare: "Se si riduce il picco e lo diluiamo nel tempo permettiamo al Ssn di reggere la mareggiata, altrimenti con la diffusione esponenziale dei contagi sarà uno tsunami. E alcune regioni, soprattuto al Sud, non potranno reggere il carico dei pazienti negli ospedali".

Al professore quindi preoccupa un po' "la strategia attendista", "dire aspettiamo una settimana e vediamo cosa succede: già lo sappiamo cosa succede solo che lo vediamo ritardato di 7-10 giorni". E lo dice la cronistoria dei contagi: "In Europa siamo stati i primi, e al nord è arrivato prima del sud. La curva delle altre regioni se pur più lentamente sta salendo e nei prossimi giorni salirà. Non ci sono regioni immuni. Il virus non conosce confini né di Paesi né di regioni né di città. Lo abbiamo già visto".

In conclusione, Cina, Italia, Corea, Europa, non fa differenza: "Il virus si comporta diversamente solo in rapporto alle misure messe in atto" e la Cina, l'Hubei "ne è venuta fuori con misure di contenimento draconiane".