Cartabellotta e Bassetti: "Contro Covid accesso a dati e strategia globale"

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"Sono fondamentali il libero accesso ai dati e una strategia globale per rispondere in modo efficace alla pandemia". E' l'appello comune del presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, e del direttore della Clinica malattie infettive dell'ospedale San Martino, l’infettivologo Matteo Bassetti che hanno partecipato ieri alla prima giornata del Wmf - il più grande Festival sull’Innovazione digitale e sociale - in una sezione dedicata all’emergenza sanitaria, condotta da Cosmano Lombardo, ceo di Search On Media Group e ideatore del Wmf.

"Probabilmente abbiamo perso un’occasione per usare il potenziale tecnologico a nostra disposizione sul tema del data-sharing, ritrovandoci in una situazione, quella attuale, che possiamo definire paradossale. Crediamo che questa situazione abbia messo in luce l’assoluta necessità di creare una cooperazione reale tra istituzioni, imprese, cittadini, startup, scuola, mondo dell’informazione", commenta Cosmano Lombardo dal Mainstage del Festival. "La convergenza e l’unione di tutti gli attori della società in cui viviamo - continua - è l’unica strada per affrontare in maniera efficace una trasformazione che l’emergenza ha solamente evidenziato, mettendo in luce però problematiche radicate nel tempo. Con il Wmf cerchiamo di unire le voci e le azioni di quanti operano proprio per creare una società, un presente e un futuro migliori"

Secondo Nino Cartabellotta "stiamo inseguendo i numeri del contagio, dimenticando però due cose: il virus ha un vantaggio di 15 giorni su quelli che sono i numeri monitorati e, in più, la politica e la burocrazia hanno bisogno di un’altra decina di giorni per deliberare. Piuttosto che guardare avanti, a ciò che accadrà, sul versante delle strategie politiche e sociali stiamo al contrario guardando nello specchietto retrovisore. Abbiamo un problema di tempestività e di completezza riguardo ai dati".

"Tutti i dati della pandemia - ha proseguito Carabellotta - devono essere resi aperti in formati interoperabili, poiché rappresentano un bene comune, di tutti i 60 milioni di italiani. Tutti i ricercatori devono avere la libertà di poter analizzare questi dati senza subire alcun tipo di vincolo dalla politica italiana. La seconda ondata dipende da più fattori: ci siamo ritrovati a fine settembre poco pronti per via di conflittualità politiche e a livello ospedaliero: è invece necessaria una condivisione sulle strategie sociali, economiche, politiche e sanitarie

Sulla situazione della Calabria il presidente della Fondazione Gimbe ha spiegato che "le nostre analisi sulla sostenibilità del sistema sanitario nazionale dicono che da anni abbiamo di fronte una questione meridionale. I parametri di qualità, performance e servizi ci dicono che le regioni del Centro-Sud, tra cui Calabria e Campania, arrancano. Questa è la dimostrazione di come le risorse, senza riforme, non migliorano la situazione e il Sistema sanitario nazionale italiano, che nei principi figura come il migliore al mondo, troppo spesso non lo è nei fatti”.

Infine Matteo Bassetti, direttore della Clinica malattie infettive dell'ospedale San Martino, ha sottolineato l'importanza del territorio . "Ritengo che i medici di famiglia debbano essere in grado di curare i malati di Covid-19, come del resto sono in grado di curare altre infezioni e com’è già avvenuto in passato grazie all’ausilio di protocolli regionali ad hoc e ai dispositivi di protezione individuale. Non curare il Covid oggi significa non fare i medici. E rifiutarsi di curarlo significa rifiutarsi allo stesso tempo di applicare ciò per cui abbiamo studiato e per cui veniamo pagati". Per quanto riguarda invece i tamponi, "devono essere fatti con raziocinio, quando servono e non a pioggia, cosa che invece è accaduta recentemente e in questi mesi".