Cartabia spinge sui vaccini in carcere. "Al via su agenti e detenuti, bisogna correre"

Federica Olivo
·Giornalista, Huffpost
·2 minuto per la lettura
- (Photo: Ansa/Getty)
- (Photo: Ansa/Getty)

“Il primo bisogno di chi lavora e vive in carcere oggi è proteggersi contro il virus, che porta malattia nel corpo e genera tensioni, ansie e preoccupazioni nello spirito”. E la protezione per eccellenza contro il Covid è il vaccino. Che va somministrato quanto prima a tutti i detenuti, agli operatori e agli agenti penitenziari. Per la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, la parola d’ordine in questo momento è accelerare l’immunizzazione nei penitenziari. La titolare di via Arenula ha incontrato oggi i vertici del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. “È urgente che la somministrazione delle vaccinazioni, iniziata in alcune realtà carcerarie già da alcune settimane, prosegua velocemente”, ha dichiarato al termine dell’incontro, annunciando che il ministero “metterà le informazioni e i dati in suo possesso a disposizione di tutti attraverso il sito”.

Durante il confronto con il Dap la ministra ha citato Piero Calamandrei, che diceva che per comprendere la complessità del carcere bisognava vederlo. “Da quando anche io ho visto, non ho più dimenticato – ha detto la ministra – i volti, le condizioni, le storie di coloro che ho conosciuto”.

In attesa delle cifre ufficiali e globali sul vaccino in carcere, che potrebbero arrivare a breve, il dato rilevante è che si sta procedendo a immunizzare sia i detenuti che chi in carcere lavora. La campagna, però, non è partita ovunque, anche in questo caso pesa la competenza delle regioni. Ma all’elenco dei penitenziari che già hanno cominciato - tra questi ci sono le carceri abruzzesi, siciliane, lombarde e un istituto pugliese - dovrebbe, stando a quanto sostiene chi conosce bene quel mondo, allungarsi a breve. In Lazio, ad esempio, si inizia tra qualche giorno, a metà marzo probabilmente.

Ci sono regioni in cui, per&ogr...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.