Cartabia: da Consulta no ostativo tenendo conto natura reati

Red
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Milano, 19 apr. (askanews) - "La Corte ha già individuato nell'attuale regime dell'ergastolo ostativo elementi di contrasto con la Costituzione, ma chiede al legislatore di approntare gli interventi che permettano di rimuovere l'ostatività tenendo conto della peculiare natura dei reati connessi alla criminalità organizzata di stampo mafioso e quindi nel rispetto di regole specifiche e adeguate". Lo ha detto il ministro della Giustizia, Marta Cartabia, nel suo intervento oggi a Bergamo per intitolare la casa circondariale della città orobica al cappellano don Fausto Resmini, morto di Covid nel marzo dello scorso anno.

"Chi conosce il carcere da vicino - ha premesso la ministra della Giustizia - sa bene che è una realtà che ha tanti volti diversi e ha bisogno di strumenti adeguati ad ogni condizione: la risposta che l'ordinamento deve approntare di fronte al crimine commesso da un ragazzo che si è fatto intrappolare nella rete della tossicodipendenza non può essere la stessa di chi ha commesso una violenza sessuale o di chi partecipa al crimine organizzato2. Secondo Cartabia, "per tutti, il carcere deve avere finestre aperte su un futuro, deve essere un tempo volto a un futuro di reinserimento sociale, come esige la Costituzione. Ma le modalità debbono diversificarsi, debbono tenere in considerazione le specificità di ogni situazione". "Credo - ha osservato - che debba essere letta in questa chiave anche la pronuncia della Corte costituzionale, annunciata dal comunicato stampa dello scorso 15 aprile, sull'ergastolo ostativo. In attesa di leggere con attenzione le motivazioni che chiariranno l'esatto significato della decisione".