Casa Jannacci Milano, Sala: un decesso su 486 ospiti

Mda

Milano, 3 giu. (askanews) - Il sindaco di Milano Beppe Sala ha ricordato oggi la nascita il 3 giugno 1935 del cantautore milanese Enzo Jannacci, collegandosi dall'ex dormitorio trasformato da ricovero a centro anche di socialità che ha preso, un anno dopo la sua morte, il suo nome: Casa Jannacci. Sala ha spiegato che con la crisi pandemica il centro sono stati presi diversi provvedimenti: i 486 ospiti sono stati suddivisi in 4 spazii; sono stati suddivisi per 24 ore al giorno; i sintomatici sono stati portati in un'altra struttura, gli appartamenti in via Carbonia, dove sono stati tutti curati. "Su 486 ospiti c'è stato un morto, un filippino di nome Pascal, che aveva altre patologie. E' un dolore, ma è un morto su 486", ha detto Sala, che spiegato di aver voluto raccontare questa storia "perché è giusto ringraziare i medici e il personale sanitario degli ospedali ma ricordiamoci di questo spazio, che viene gestito dal Comune di Milano con il supporto di Ats, di Emergency, e di altri volontari si è superata una crisi del genere".

Il sindaco ha ricordato la figura di Enzo Jannacci: "Un grande milanese, un grande medico, un cantautore, un cabarettista, un pianista, uno sceneggiatore. Raccontò la nostra vita, le sue contraddizioni, i suoi tic. Per quelli della mia generazione fu una guida. Quando era in difficoltà si rifugiava nella medicina". Per lui "la vita è straordinaria non solo quando è attraente ma anche quando è inerme e indifeso. E su questo principio nacque nel 2014, un anno dopo la sua morte, Casa Jannacci" fino a quel momento un dormitorio e da allora un luogo dove aiutare gli ospiti anche nella loro socialità.