Casaleggio fa causa al giornale fondato dal partigiano Segre

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"E' curioso che chi ha fatto del turpiloquio un'arma politica, ora quereli noi per una critica del tutto politica ed espressa in modo consono e senza alcuna offesa al decoro e all'onorabilità personale di nessuno". Lo dice all'Adnkronos l'avvocato Bruno Segre (nessuna parentela con la senatrice a vita Liliana), 102 anni, fondatore, nel 1949, della testata 'L'Incontro' citata in tribunale dall'Assocazione Rousseau per quanto scritto dal collega avvocato Riccardo Rossotto in riferimento alla piattaforma Rousseau. 

"Se c'è un lato positivo in tutto questo - afferma Segre, che è stato un pioniere nella difesa del diritto degli obiettori di coscienza a non servire sotto le armi - è che hanno fatto conoscere la testata on line dopo quella cartacea". "Però - prosegue - non vedo gli estremi per una condanna per delle critiche che non ledono nessuno. Può essere che si trovi una conciliazione già il 14 gennaio (prima udienza fissata, ndr), oppure può esserci un rinvio a giudizio, ma davvero in tal caso non credo che alcun giudice possa seriamente prendere in considerazione l'ipotesi di una condanna".  

"L'azione intimidatoria di Casaleggio nei confronti del gigante di democrazia e laicità che si chiama Bruno Segre e del giornale da lui fondato, L'Incontro, mette bene in evidenza la deriva antidemocratica che sta prendendo questo Paese" commentano Radicali Italiani e +Europa. 

"Non solo crediamo che la denuncia sia impropria perché mira a limitare la libertà di stampa - affermano Radicali e +Europa - ma condividiamo nel merito che la piattaforma Rousseau non abbia nulla a che vedere con la democrazia, tanto meno con la democrazia diretta. In risposta a questo attacco condivideremo sulle nostre pagine personali e su quelle dei nostri movimenti l'articolo incriminato, sponsorizzandone la lettura e invitando tutti a condividerlo. La sfida che lanciamo a Casaleggio è: 'Denuncia anche noi!'".