CasaPound: nell’anniversario della fondazione torna la scritta rimossa

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In occasione del 16esimo anniversario dalla nascita del movimento neofascista più noto d’Italia, CasaPound ha temporaneamente ricollocato la sua storica scritta (rimossa lo scorso agosto per ordine della sindaca Raggi) di fronte alla facciata del palazzo di via Napoleone III che occupò nel lontano 26 dicembre 2003. Il flash mob è stato organizzato davanti allo storico quartier generale di quello che fino al giugno di quest’anno è stato un partito politico e che recentemente è tornato ad essere un semplice movimento a causa dei pessimi risultati elettorali.

CasaPound ricolloca la scritta rimossa

Per pochi minuti le lettere del nome CasaPound sono tornate nella via dove per anni hanno fatto bella mostra di se, almeno fino alla rimozione coatta ordinata lo scorso agosto dal Comune di Roma. In quell’occasione infatti, la sindaca Virginia Raggi aveva inviato una lettera al comandante del corpo di Polizia di Roma Capitale con la richiesta di avviare le procedure per la rimozione dell’insegna.

Nel post pubblicato sui social dagli account ufficiali del movimento neofascista si può infatti leggere una critica a quelli che CasaPound definisce esplicitamente come censori: “Sedici anni e non sentirli. Alla faccia dei censori di ogni risma. Avanti CasaPound. Alla vittoria!”.

Il commento del Pd laziale

Non si sono fatte attendere le repliche dei partiti politici all’iniziativa commemorativa di CasaPound, come quella del vicesegretario del Pd laziale Enzo Foschi che auspica l’imminente sgombero dello stabile occupato in nome della storia antifascista della città di Roma: “Non basta che indagini abbiano verificato che quel palazzo è in parte occupato da famiglie dei dirigenti di CasaPound, che per reddito non avrebbero neanche diritto all’assistenza alloggiativa. […] Ci aspettiamo che il governo, così come richiesto da tante realtà democratiche, dimostri che 16 anni di occupazione fascista per Roma, la città delle Fosse Ardeatine e delle deportazioni degli ebrei del ghetto del 16 ottobre e medaglia d’Oro per la Resistenza, sono una vergogna a cui porre immediatamente fine.