Casapound, Virginia Raggi nel palazzo occupato: “Via la scritta”

casapound

La sindaca Virginia Raggi, nella mattinata di giovedì si è recata presso lo stabile occupato da Casapound a Roma insieme agli agenti della polizia locale e agli uomini della Digos, per assistere alla notifica del provvedimento che impone di eliminare la grande scritta che campeggia sulla facciata dell’edificio. Nell’atto sarebbe stabilito anche un termine temporale entro il quale Casapound deve adempiere ai propri doveri, sottolineando che la scritta è stata apposta in maniera abusiva.

Casapound, scritta da eliminare

Poliziotti e sindaco si sono recati davanti all’ingresso dello stabile e sono stati ricevuti da un delegato dell’occupazione che ha ritirato l’atto nel quale Casapound viene intimata ad eliminare dalla facciata del palazzo la grande scritta marmorea con i caratteri tipici del ventennio. Al momento della consegna, la sindaca si era già allontanata dopo aver atteso per alcuni minuti che qualcuno aprisse la porta. La Raggi ci teneva infatti a consegnare in prima persona l’atto, che prevede anche una sanzione amministrativa di circa 300 euro.

Il commento di Virginia Raggi

“Ripristiniamo la legalità. Oggi notificato atto che impone di eliminare la scritta abusiva di Casapound dall’edificio occupato in via Napoleone III simbolo della prepotenza” ha twittato Raggi. “Se Casapound non ottempererà spontaneamente a ciò che prescrive la notifica, ovvero la rimozione della scritta abusiva dal palazzo, si procederà in modo coatto” ha poi detto la sindaca.

“La scritta rimane”

“È un atto amministrativo, faremo ricorso come ogni negozio che espone un’insegna che non va bene al Comune” ha affermato Simone Di Stefano, che ha proseguito: “La scritta non si tocca“. “La nostra intenzione – argomenta Di Stefano – è di non rimuovere la scritta, che è bellissima, rispetta lo stile del palazzo ed è apprezzata nel quartiere e dai turisti. Leggeremo attentamente l’atto e se c’è qualcosa da pagare, pagheremo”. Poi l’attacco alla Raggi: “Ha fretta di continuare la sua campagna elettorale e lo fa sulla pelle di Casapound”.