Casarini: "Senza nostro intervento 67 naufraghi sarebbero morti"

webinfo@adnkronos.com

"Stiamo raggiungendo il porto di Pozzallo, che ci è stato assegnato come pos (Place of safety) dalle autorità italiane, dopo il salvataggio di 67 persone operato nel Mediterraneo Centrale, a circa 40 miglia da Lampedusa. Oggi è la giornata del rifugiato, e questi esseri umani, che sarebbero morti senza il nostro intervento, quello sono, rifugiati". Così all’Adnkronos Luca Casarini, capo missione di Mare Jonio di Mediterranea Saving Humans, che si trova sulla barca che sta per approdare a Pozzallo. 

"Persone in cerca di rifugio, che hanno subito ogni sorta di violenze e torture in Libia, nei centri di detenzione, che cercavano come potevano di scappare dalla guerra che insanguina anche quel paese- dice -Non potevamo celebrare in maniera migliore questa giornata, che ricorda che chiedere rifugio è un diritto umano, e che darlo a chi lo chiede è un obbligo oltre che un onore". 

"Siamo davanti a Pozzallo, la città di tanti marinai e anche di alcuni membri del nostro equipaggio- aggiunge Casarini- La città di Giorgio La Pira, che ci ispira con la sua idea rivoluzionaria del Mediterraneo come Grande Lago di Tiberiade, luogo di incontro tra le genti che abitano le sue sponde e non cimitero e frontiera invalicabile come è stato trasformato".  

"A Pozzallo oggi ci sarà la cerimonia per S. Giovanni Battista, protettore della gente che va in mare, marittimi e migranti. Oggi davvero è una giornata importante per noi- dice commosso Casarini- Ci siamo salvati noi salvando questi nostri fratelli e sorelle. Dall'orrore di un mondo dove troppo spesso le vite non valgono nulla".