Casasco (Confapi), 'firma convenzione mette ordine su rappresentanza'

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“Un passaggio fondamentale e strategico perché dà riconoscimento al sistema della piccola e media impresa che Confapi rappresenta, dà riconoscimento alla titolarità della rappresentanza e mette ordine al sistema della rappresentanza nel Paese, sia rispetto alle organizzazioni datoriali e sindacali sia all'intero mondo del lavoro". Lo dice ad Adnkronos/Labitalia, il presidente di Confapi, Maurizio Casasco, che questa mattina ha firmato con il presidente dell' Inps, Pasquale Tridico, il direttore Inl, Leonardo Alestra, e i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo la Convenzione per l’attuazione del Testo unico della Rappresentanza. 

L’iniziativa è volta a misurare la rappresentanza delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori nelle aziende del sistema Confapi e ha visto la partecipazione del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, senatrice Nunzia Catalfo. Dunque, ribadisce Casasco, si tratta di "un forte riconoscimento alle parti sociali e, in particolare, alla Confapi che dal 1947 rappresenta, come testimoniano i dati dell'Inps, 80.000 imprese e 850.000 lavoratori". 

Un ruolo importate, che Confapi, continua il presidente "ha declinato siglando 13 contratti con Cgil, Cisl e Uil". "Anche per questo oggi voglio dire grazie a Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo per questa collaborazione. Con loro abbiamo siglato contratti importanti, dei quali il 50% è nel settore della meccanica, ma ci sono anche molti altri settori come la chimica e il tessile", dice Casasco. 

La sigla di oggi, continua Casasco "dà anche un grande riconoscimento all'Inps, che insieme all'Ispettorato del Lavoro deve misurare e certificare le forze della rappresentanza". 

"Voglio, in particolare, ringraziare il presidente Tridico che ha dato seguito all'accordo che già avevamo sottoscritto nel 2014: oggi lo abbiamo rinnovato e adeguato ai tempi", ricorda Casasco aggiungendo: "Il momento della firma è stato anche reso prestigioso dalla presenza del ministro del Lavoro Catalfo, cui dò atto di avere voluto, tra le prime cose fatte, mettere in ordine la rappresentanza".  

Confapi, sottolinea Casasco "rappresenta non solo un modello economico, ma anche e soprattutto sociale"."A differenza della multinazionale -spiega-, la piccola e media impresa ha con il dipendente un rapporto simile a quello che il pater familias aveva con la sua comunità nell'Antica Roma. I dipendenti, da noi, non sono numeri, ma persone".  

Una peculiarità che rende unico questo modello di impresa che, per Casasco, "è esportabile e alternativo alla globalizzazione e all'appiattimento produttivo". 

"Anche per questo -evidenzia il presidente della Confapi- negli anni abbiamo 'spinto' molto sul modello della bilateralità, realizzando asili nido, erogando libri per gli studenti delle scuole medie e dei licei, sostenendo completamente, compresi vitto e alloggio, il costo di 180 lauree, finanziando azioni per la salute e la prevenzione".  

Insomma "forza contrattuale e modello sociale" sono i punti di forza di Confapi e questa firma sulla rappresentanza, dice Casasco, è "un buon viatico per proseguire nel cammino di collaborazione con le organizzazioni sindacali, intrapreso per migliorare il sistema della contrattazione collettiva e adeguarlo alle nuove realtà economiche". "Un ulteriore impulso, poi, a condividere politiche per la salvaguardia e lo sviluppo del lavoro, unico e vero bene comune e leva essenziale per la rinascita anche culturale del nostro Paese", conclude.