Case popolari, Pd: R. Lombardia sospenda pagamenti per inquilini

Red/Mda

Milano, 22 mar. (askanews) - La consigliera regionale lombarda Carmela Rozza chiede alla Giunta regionale lombarda di sospendere i pagamenti e le incombenze amministrative degli inquilini delle case popolari.

"Domani si riunirà la Giunta regionale e all'ordine del giorno ci sono misure che riguardano le case popolari - si legge in un comunicato di Rozza - Ci auguriamo che finalmente, come chiediamo da dieci giorni, la Regione intervenga con misure sia di sorveglianza sanitaria che economiche. Noi chiediamo che Palazzo Lombardia sospenda il pagamento dei canoni e tutte le incombenze amministrative per gli inquilini delle case popolari lombarde, siano esse di proprietà Aler o dei comuni. Sono troppi gli anziani soli per i quali anche le operazioni normali, in questa emergenza, diventano difficili da compiere".

Ecco le richieste del Pd: sospendere i pagamenti per inquilini e commercianti in affitto in locali Aler e dei Comuni, come ha fatto Milano; sospendere i termini per la verifica dell'anagrafe dell'utenza; sospendere i termini per l'opposizione ai decreti di decadenza dall'assegnazione, consentendo la possibilità di contro dedurre per via amministrativa e non solo per via giudiziaria; sospendere qualsivoglia incombenza amministrativa che preveda scadenze temporali e termini definiti a carico dei cittadini assegnatari.

"Chi vive in situazioni di disagio è oggi in condizioni ancora peggiori - aggiunge Rozza -. Ci sono comuni che pensano di aprire oggi i bandi per le assegnazioni e questo è sbagliato, anche perché non si fanno materialmente traslochi in questo periodo. Non vorrei che fosse un modo per assegnare le case a persone vicine. Si aprano piuttosto le graduatorie esistenti alle persone che, in attesa di vincere questo o quel bando, dormono nei magazzini o nei garage, nelle condizioni che possiamo immaginare".

La richiesta del Pd nasce dalla considerazione che sono circa 40mila gli anziani soli nelle case popolari lombarde e che per loro la gestione delle pratiche per via telematica, in ragione delle restrizioni in atto ma soprattutto della riduzione dei servizi degli sportelli Aler e degli altri gestori, è proibitiva. Lo stesso dicasi per i commercianti e gli artigiani che sono in locazione in spazi Aler, che per l'emergenza sono costretti a chiudere i negozi e i laboratori.

Oggi ogni inquilino deve espletare la pratica dell'anagrafe dell'utenza in via telematica e sempre via internet molte persone devono opporsi ai decreti di decadenza che l'azienda ha mandato nelle ultime settimane. Una modalità fuori dalla portata di molti, soprattutto anziani.