Casellati: la terra e le sue risorse sono patrimonio universale -2-

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Roma, 25 lug. (askanews) - "Una cultura - ha detto ancora Casellati - che difende la tipicità dei prodotti locali, espressione di una qualità conosciuta e apprezzata in tutto il mondo che da sempre contraddistingue il Marchio Italia. Una cultura che salda ulteriormente i rapporti di vicinanza e di affinità con la Provincia di Bolzano, dove il sistema delle cooperative è parimenti radicato e diffuso, sia pure con alcune fisiologiche differenze in termini di consistenza dei vari comparti di riferimento".

"Perchè cooperare - ha aggiunto - significa anche aggregare e integrare; significa potenziare i legami esistenti e, allo stesso tempo, creare nuove interconnessioni progettuali e promozionali. Soprattutto, una cultura che non ha timore di aprirsi alle spinte innovatrici che vengono dai profondi mutamenti dei contesti economici in atto. Opportunità da cogliere con la consapevolezza che, per continuare sulla strada intrapresa e migliorarsi ulteriormente, la strategia più efficace deve essere quella della sostenibilità. Una prospettiva che, come ho ricordato poco fa a Bolzano incontrando i rappresentanti delle categorie economiche e produttive di entrambe le Province, deve necessariamente integrare in modo virtuoso e lungimirante crescita economica, sviluppo sociale e tutela dell'eco sistema".

"Ecco perchè - ha spiegato la presidente casellati - guardo con particolare attenzione a iniziative come il progetto Etika, teso a fondere sapientemente innovazione e inclusione sociale, o come la trasformazione delle cave residuate dall'attività estrattiva della roccia in celle ipogee per la conservazione delle mele della Val di Non. Immense cantine naturali, che hanno ottenuto di recente un importante riconoscimento da parte del Parlamento europeo come esempio di eccellenza in termini di rispetto per l'ambiente. Un tema, quest'ultimo, di sempre più forte attualità anche alla luce del disastro ambientale che ha colpito la vostra provincia nell'ottobre scorso, con oltre un milione e mezzo di metri cubi di alberi abbattuti dal vento. Una tragedia umana e naturale che ha fortemente lacerato il paesaggio boschivo contribuendo ad aggravare i rischi connessi al dissesto idrogeologico. Di fronte a queste manifestazioni della forza ineluttabile della natura, non dobbiamo mai dimenticare le nostre responsabilità. Soprattutto - ha concluso - dobbiamo sempre tenere a mente che la terra e le sue risorse sono un patrimonio comune universale e come tale devono essere gestite, per noi stessi e per chi verrà dopo di noi".