Casellati: non necessarie due Camere identiche ma coordinate

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Roma, 7 ott. (askanews) - "Come si evince dal monito della sentenza della Corte costituzionale n. 35 del 2017, per il bene della democrazia parlamentare non vi è necessità di due rami del Parlamento non identici, ma di due Camere ben coordinate tra loro". Lo ha detto la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, nella lectio magistralis sul tema 'La Costituzione tra passato, presente e futuro' tenuta oggi alla Luiss.

Ricordando che "l'assetto istituzionale disegnato dai costituenti prevede quindi un sistema bicamerale paritario", la Casellati si è soffermata sull'istituto della "navetta" che "sul piano del diritto parlamentare, nasce quindi come corollario del bicameralismo perfetto che contraddistingue il nostro sistema e della necessaria identità dei testi legislativi approvati dalle due Camere".

"A voler trarre una sorta di bilancio sul funzionamento della navetta - ha detto - emerge quindi con chiarezza il suo legame indissolubile al mantenimento di un sistema bicamerale paritario, nel quale non sono previsti altri modi di regolazione dei conflitti tra le due Camere. Invero, il dibattito ultratrentennale sulla riforma costituzionale e i progetti di revisione complessiva che ne sono seguiti, si sono incentrati, a vario titolo, sul superamento della navetta, al fine di uno snellimento e di una maggiore velocità dei processi decisionali. In questa direzione si ponevano la proposta della Commissione bicamerale per le riforme costituzionali nella XIII legislatura, nonché il progetto di revisione costituzionale della XIV legislatura e il più recente disegno di riforma costituzionale della XVII legislatura, entrambi questi ultimi, respinti dall'elettorato. Peraltro proprio a seguito del referendum del 4 dicembre 2016, si è andato affermando l'orientamento che suggerisce di velocizzare il procedimento di decisione parlamentare con la sola revisione dei regolamenti parlamentari, come peraltro il Senato ha fatto proprio in avvio di questa Legislatura. Sotto questo profilo riprendendo la tesi della centralità del Parlamento e delle potenzialità del bicameralismo perfetto, sono state avanzate varie proposte, tutte meritevoli di approfondimento. Tra esse, ricordo a titolo esemplificativo, la proposta di far svolgere un esame contestuale da parte delle due Camere di distinti disegni di legge, approfonditi parallelamente, sul modello procedimentale adottato per la discussione del Documento di economia e finanza ovvero l'idea di istituire una commissione bicamerale di conciliazione legislativa con il compito di fornire, in caso di contrasto tra le due Camere, una soluzione arbitrale da sottoporre alle rispettive Assemblee. Si tratta - ha concluso - come ho detto, di ipotesi ancora in corso di studio e comunque meritevoli di accurata e seria riflessione, anche per scongiurare il rischio di adottare strumenti che potrebbero rivelarsi meno efficienti di quelli attuali".