Casellati: società forti ripudiano intolleranza e razzismo

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Roma, 16 gen. (askanews) - "La storia ci ha consegnato un messaggio importante: una società forte della propria identità, una società rispettosa della dignità e della libertà di ogni essere umano è per sua natura una società che ripudia l'intolleranza e il razzismo, qualunque ne sia la forma, qualunque ne sia la natura. Difendere questa società è una questione di civiltà". Lo ha detto la presidente del Senato Elisabetta Casellati intervenendo al convegno "Le nuove forme dell'antisemitismo".

"Mi chiedo se rinunciare alle nostre tradizioni in nome di un'esasperata globalizzazione non sia stato un errore. Una strategia che anziché placare le tensioni del tessuto sociale abbia invece avuto l'effetto di accrescerle. Mi chiedo - ha detto ancora Casellati- se difendere il nostro essere italiani e il nostro essere europei; difendere le nostre radici culturali, non sia invece la strada migliore per creare presupposti solidi per costruire relazioni fondate sul rispetto e sulla considerazione reciproca".

Nel contesto in cui viviamo, ha osservato la presidente del Senato, "il forte calo demografico, il contestuale incremento dei flussi migratori e le tensioni in Medio Oriente così come in Africa, pongono in primo piano il delicato problema della convivenza di popoli e società profondamente diverse tra loro. Una convivenza che se non governata con consapevolezza può essere origine di nuovi attriti e di nuovi impulsi di odio e di violenza. Come governare quindi questo processo senza cadere nella trappola dell'intolleranza reciproca? Come affrontare con lungimiranza equilibri ancora fragili per guidarli verso un processo di integrazione inevitabile che deve comunque essere pacifico e duraturo? Interrogativi che pongono in primo piano la necessità di trovare un punto di convergenza - di conciliazione sostenibile - tra relativismi di natura culturale, morale, politica e giuridica" .

Per Casellati occorre "agire prima di tutto sul piano culturale ed educativo. Significa promuovere, divulgare e sostenere una irrinunciabile cultura della memoria e della consapevolezza identitaria. Una cultura che sia da antidoto al riprodursi di sentimenti di intolleranza e che dia qualità anche all'azione del legislatore nell'ambito di una irrinunciabile opera di prevenzione, contrasto e repressione di ogni manifestazione di odio, di violenza o di razzismo".