##Casi Sacco confermano: Coronavirus non passa da madre a figlio

Asa

Milano, 24 mar. (askanews) - Il Coronavirus non passa da madre a figlio durante la nascita e i neonati non hanno problemi particolari. Finora lo indicava una ricerca cinese pubblicata sulla rivista scientifica Frontiers in Pediatrics, ma a un mese dall'inizio dell'emergenza Covid-19 arriva la conferma anche dall'ospedale Sacco di Milano, dove la maternità e la pediatria sono state riorganizzate per accogliere esclusivamente donne positive al tampone. "Fino al 18 marzo hanno partorito in otto e i neonati sono tutti negativi, eccetto uno probabilmente non da parto ma da contatto. Sicuramente possiamo dire dal punto di vista clinico che i neonati stanno bene, non ci sono sequele e non hanno avuto polmoniti o problematiche simili" racconta Valeria Savasi, responsabile della clinica ostetrica-ginecologica del Sacco. Non si tratta però, avverte la dottoressa, "di assolute certezze perché non abbiamo ancora studi adeguati, la casistica è limitata".

Non è infatti facile fare ricerca nel pieno di un'emergenza sanitaria, ciò nonostante al Sacco ci provano, così come hanno fatto a Wuhan. "I cinesi in questo sono stati bravissimi, però la loro casistica è di 18 donne e la ricerca biologica di sei" fa notare la dottoressa. Non resta allora che affidarsi per il momento all'osservazione e finora anche le mamme del Sacco "non hanno avuto alcun bisogno di supporto respiratorio, anche se certamente c'è bisogno di un'assistenza corretta" prosegue Savasi. Di certo per una donna positiva al Coronavirus il parto cambia completamente: "Sei circondata da persone vestite con maschere, occhialini e altre protezioni, si è tutto un po' disumanizzato" osserva la dottoressa. La differenza più importante e forse più dura da sopportare è il fatto che "sono in reparto da sole, nessuno può andare a trovarle. Durante la parte finale del parto vaginale cercheremmo di fare entrare i padri, ma finora erano tutti o malati o in quarantena, così come gli altri loro contatti stretti".

La paziente gravida più nota passata dal Sacco nell'ultimo mese è la moglie del paziente 1, il 38enne di Codogno, dimessa il 5 marzo e arrivata ormai alla trentasettesima settimana di gravidanza. Partorirà probabilmente a Milano, alla Macedonio Melloni o al Buzzi. "Era disperata - ricorda Savasi -, ha vissuto una situazione difficilissima, abbiamo cercato di starle vicino in tutti i modi. Nessuno poteva venire a trovarla, era completamente sola e molti di noi le hanno portato libri da casa. Oggi comunque l'ho sentita, è serena e mi ha detto il suo curante che ricorda di essere stata ben accolta, nonostante l'esperienza bruttissima". Di certo le donne partorienti colpite dal Covid-19 possono trarre conforto dall'esperienza del Sacco: "Se curate e assistitite la totalità guarisce e va a casa. È chiaro che devono essere seguite e qui siamo fortunati ad avere infettivologi bravissimi" sottolinea Savasi.

Tra le future mamme, non ancora a termine, la preoccupazione maggiore è quella di possibili malformazioni del bambino. "Visto il tipo di virus - sottolinea Savasi - è presumibile che non ce ne siano, ma mancano ancora dati scientifici per confermarlo. Dobbiamo comunque dire a queste donne che verranno seguite in maniera molto attenta durante la gravidanza. Abbiamo già attivato un supporto psicologico via telefono per le infette che guariscono, stiamo cercando di stare vicino a queste donne. Qui abbiamo cercato di creare un ambiente accogliente, nonostante le vestizioni, e le pazienti sono abbastanza tranquille".

Per chi è da sola, magari con figli negativi a casa, c'è l'aiuto delle videochiamate, ma c'è stato anche il caso di una donna ricoverata al Sacco con tre figli piccoli, tutti positivi come lei: "Abbiamo dovuto metterli tutti in una stanza, i piccoli ci guardavano come astronauti, ma ora sono guariti e tornati tutti a casa" ricorda la dottoressa. Fino al 18 marzo in Lombardia le donne gravide finite in ospedale col Coronavirus sono state 42, ma dal 19 marzo a oggi il numero è quasi raddoppiato. Oltre a ospedali 100% Covid come il Sacco le future mamme trovano nelle maternità lombarde dei percorsi dedicati. "State tranquille - conclude Savasi rivolta alle partorienti negative -, sono due percorsi completamente distinti e non c'è nessun rischio".