Caso Alpi, disposte nuove indagini

webinfo@adnkronos.com

Il gip di Roma Andrea Fanelli ha respinto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura e ha disposto nuove indagini sull’omicidio della giornalista Ilaria Alpi e dell’operatore Miran Hrovatin, uccisi in un agguato il 20 marzo del 1994 a Mogadiscio, in Somalia. Contro l'archiviazione si erano espressi i familiari della giornalista oltre Fnsi, Usigrai e Ordine dei giornalisti, rappresentati dall'avvocato Giulio Vasaturo. 

Fanelli ha disposto che venga ascoltato il direttore dell'Aisi per accertare la "persistenza del segreto" sull'identità dell'informatore di cui si parla in una nota del Sisde del 1997. Già il 26 giugno dello scorso anno il gip aveva respinto una richiesta di archiviazione della Procura disponendo come oggi nuove indagini da completare entro 180 giorni. Oggi il giudice ha nuovamente chiesto di fare luce sul ritardo nella trasmissione a Roma delle carte provenienti da Firenze in merito a una intercettazione tra somali in cui i due affermano che Ilaria "è stata uccisa dagli italiani" e di acquisire tutti gli atti relativi all'indagine sulla morte del giornalista Mauro Rostagno, ucciso dalla mafia nel 1988.  

"In una vicenda segnata da tanti lati oscuri e financo da errori giudiziari, l'approfondimento, condotto senza riserve, degli ulteriori temi di indagine appare essenziale al fine di cercare di dare una risposta alla domanda di giustizia attesa ormai da 25 anni dai familiari delle persone offese e da tutti i cittadini interessati a conoscere la verità", scrive il gip nel provvedimento. "L'attività di indagine deve essere completa, esauriente ed approfondita tanto più in relazione a vicende come questa, assai complesse costellati di episodi quantomeno singolari se non addirittura dolosi, che hanno reso assai più arduo l'accertamento della verità dei fatti", sottolinea il giudice nell'atto col quale ha disposto altri 6 mesi di indagine. 

"In questo giorno il mio pensiero carico di commozione va a Giorgio e Luciana Alpi. La Fnsi e tutti gli organismi rappresentativi della stampa italiana continueranno nel loro nome nella ricerca di giustizia e verità sul caso di Ilaria Alpi", commenta l’avvocato Vasaturo.