"Caso Barbie", il collezionista da record: "Da Boldrini uscita infelice, la bambola è modello indipendenza"

(Adnkronos) - "Non dare le Barbie alle bambine? Un'uscita infelice della quale penso tutto il male possibile". A commentare così le parole dell'ex presidente della Camera e deputata Pd Laura Boldrini è Antonio Russo, 61enne medico napoletano che, ai risultati professionali, ha aggiunto un titolo particolare: è uno dei più grandi collezionisti di Barbie al mondo. Sono oltre 10mila i pezzi di cui è in possesso, "precisamente 10.176": dai primi modelli di fine anni '50 diventati nel tempo oggetti di modernariato fino alle bambole più attuali, la sua sterminata collezione di bambole e accessori ha contribuito alla mostra "Barbie: The Icon", esposizione con tappe in Italia e all'estero che ha raccontato la storia delle Barbie e le loro trasformazioni nel corso dei decenni, di pari passo o talvolta anche anticipando mode, costumi e rappresentazioni della femminilità. Interpellato dall'Adnkronos su quanto detto da Laura Boldrini, secondo cui "la cultura deve cambiare iniziando nelle scuole, non dando alle bambine le pentoline e le Barbie ma facendole sognare in grande, dando loro anche astronavi o il meccano", Russo sbotta: "Se c'è un modello di indipendenza e di potenzialità femminile, è proprio Barbie".

"La bambola è nata proprio per dare alle bambine la potenzialità di capire che esiste una donna indipendente, non necessariamente oscurata da un uomo, che può intraprendere qualsiasi carriera. Barbie è stata astronauta nel 1964, prima che Neil Armstrong andasse sulla Luna. Era un modello di indipendenza che suggeriva alle bambine americane, in particolare quelle delle zone interne, non quelle che vivevano sulla costa più a contatto con il resto del mondo, che si poteva essere anche qualcosa di diverso dall'essere una madre che vive per forza all'ombra di un marito. Quindi assolutamente il contrario di quello che ha voluto esprimere Boldrini".

La Barbie, secondo Russo, paga "il pregiudizio estetico secondo cui essendo bella tutti vogliono assomigliarle. Ma qui bisognerebbe affrontare un lungo discorso sul ruolo genitoriale del suggerire modelli senza imporli. Io da piccolo giocavo con G.I.Joe e non ho certo assunto caratteristiche militari, sono un medico che ha seguito le sue ambizioni. L'idea della Barbie rosa e mielosa in realtà è un punto di vista maschile e maschilista. E' strano che proprio Boldrini, che dovrebbe essere una femminista ad oltranza, su questo la pensi come un maschio svilendo la figura di Barbie".

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