Caso Beauty Davis, la Procura apre un’inchiesta sulla 25enne picchiata dal datore di lavoro

Caso Beauty Davis
Caso Beauty Davis

Accade a Soverato, una tra le perle turistiche del catanzarese, la vicenda di Beauty Davis, una giovane 25enne che chiedeva soltanto di essere pagata per il lavoro svolto. In tutta risposta, il suo datore l’ha malmenata sbattendola fuori.

Caso Beauty Davis: la vicenda

Beauty, in Italia da cinque anni dopo essere fuggita dalla situazione precaria in Nigeria, ha deciso di rimanere nella località calabrese che l’aveva ospitata nel centro accoglienza il giorno in cui arrivò. Madre di una bambina di 4 anni e mezzo, era stata presa come lavapiatti presso il ristorante di un lido della zona.

Quel giorno, la giovane donna aveva rivendicato il pagamento delle sue effettive ore lavorative. A quel punto sono arrivati gli spintoni, gli schiaffi e le minacce. La gente attorno si è limitata a guardare mentre l’uomo ha continuato ad aggredirla con violenza per negarle un diritto. Il telefono che ha ripreso tutta la scena, ad un certo punto, è stato fatto volare via con una manata.

La colpa di Beauty sembra essere stata quella di aver chiesto il pagamento reale del lavoro svolto, non quello fittizio indicato invece sul contratto. Quando ha dichiarato di volerlo denunciare, il suo datore l’ha aggredita, provocandole lividi, lesioni, escoriazioni e molta paura.

La denuncia di Beauty Davis

Nella giornata di ieri, 3 agosto, la ragazza ha raccontato la vicenda ai carabinieri di Soverato, formalizzando così la denuncia. Lo aveva fatto anche il giorno precedente, ma era in uno stato troppo confusionale per riuscire a spiegarsi correttamente.

Beauty, che ha ripreso con lo smartphone tutta la scena dell’aggressione subita in una diretta social, si è presentata col suo avvocato, Filomena Pedullà. L’accusato è Nicola Pirroncello, incensurato e figlio di un carabiniere in pensione.

Intanto il video postato è diventato subito virale e ha scatenato una reazione unanime di solidarietà. Dai partiti politici all’amministrazione comunale, fino al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che ha rilasciato una dichiarazione su Twitter: “Il lavoro si paga sempre. Gli inquirenti facciano piena luce su ciò che è accaduto”.

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