Caso Becciu, il Papa chiama il cardinale Pell

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(Photo: ASSOCIATED PRESS)
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Il Papa ha chiesto al cardinale George Pell di rientrare subito in Vaticano. E’ atteso domani a Roma. Non è - come si potrebbe pensare - solo una “compensazione”, la conseguenza di una legge del contrappasso, viste le dimissioni imposte, giovedì sera, al principale oppositore di Curia del cardinale australiano, cioè Angelo Becciu, ex prefetto delle cause dei santi. Non è solo questo, è molto di più. Perché, i guai di Pell in Curia (prima e al di là delle accuse di pedofilia in patria) sono stati legati - questo risulta da fonti qualificate di Huffpost - alle richieste di accertamento che il Ranger (così veniva soprannominato Pell per i suoi modi spicci) aveva avanzato proprio sull’acquisto del palazzo di Sloane Avenue a Londra. Il palazzo che dal 2019 è sotto la lente degli inquirenti vaticani dopo le denunce dello IOR e del Revisore generale.Né si tratta solo del fatto che la Segreteria di Stato ha potuto dai tempi di Paolo VI farsi forte sotto il profilo finanziario dei suoi fondi riservati (sempre rendiconti al Papa), un vero e proprio tesoretto di svariate centinaia di milioni di euro.

Pell aveva denunciato pubblicamente l’esistenza di questi fondi extrabilancio già alla fine del 2014 in quanto secondo lui si tratta di una prassi “anomala” in base ai moderni criteri di gestione, che potenzialmente espone a possibili abusi ed opacità. Una prassi diffusa in maniera minore anche presso altri dicasteri di Curia e che adesso - anche a causa della necessità di concentrare presso l’Apsa tutta la liquidità del Vaticano a causa della crisi economica - finirà, secondo quanto comunicato ufficialmente un paio di settimane fa dal nuovo prefetto dell’economia, Guerrero Alves, il gesuita, i “guai “ di Pell sono iniziati più di recente, ( 2016) quando lui ha cominciato a fare precise domande sull’operazione di acquisto sulle sponde del Tamigi, dopo aver ricevuto informazioni poco tranquillizzanti da ambienti finanziari inglesi sulla rete di personaggi e di mediatori che giravano intorno all’affare, come il broker Torzi, finito da tempo nella lista nera delle autorità e alle banche coinvolte.

E’ questa la storia che Pell dovrà raccontare al Papa a partire da domani, quando il suo rientro coinciderà con la festa di San Michele Arcangelo, il principe delle schiere celesti che sconfigge il diavolo.Adesso tutti si chiedono se Pell si stabilirà alla Casa Australia, un complesso che ospita prelati e seminaristi australiani nei pressi di piazza Indipendenza, o se sarà ospitato a Casa Santa Marta, il residence dove abita Francesco, a diretto contatto con il Pontefice , con cui potrà avere colloqui come e quando vorrà al riparo di occhi indiscreti.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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