Processo Vaticano, per le difese senza il verbale del Papa il processo è nullo

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(Photo: Alessandra Benedetti - Corbis via Corbis via Getty Images,)
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La difesa degli imputati del processo contro Angelo Becciu e finanzieri e brokers accusati di aver causato un danno di decine e decine di milioni alle finanze vaticane hanno alzato il tiro contro il Papa. In particolare l’ avvocato Luigi Panella che rappresenta Enrico Crasso (il finanziere che per trent’anni ha gestito i soldi della segreteria di Stato e che ha presentato una memoria e una perizia sui video depositati approntati dal professionista che ha fatto le perizie anche nel caso Palamara) ha chiesto come mai non è agli atti un verbale delle dichiarazioni che il Pontefice avrebbe rilasciato ai promotori di giustizia sull’ affare di Londra, in relazione alla presunta estorsione di Crasso e Torzi. Nell’audiovideo dell’interrogatorio del 29 aprile 2020 cui è stato sottoposto, come indagato e alla presenza del suo difensore, monsignor Alberto Perlasca, il Promotore di giustizia ha affermato Panella (alla quinta ora, minuto 42.07 ) “Monsignore non c’entra niente. Noi prima di fare questo che stiamo facendo siamo andati dal Santo Padre e gli abbiamo chiesto ciò che è accaduto”.

Secondo l’avvocato Panella quest’affermazione farebbe riferimento a un interrogatorio dei pm al Papa in quanto persona informata dei fatti e come tale doveva essere verbalizzata e depositata agli atti. Pena appunto nullità del processo. Ma questa tesi è stata confutata dal Promotore aggiunto Diddi il quale ha spiegato che prima dell’interrogatorio di Perlasca era stato lo stesso Papa a rendere noto pubblicamente come era iniziata l’inchiesta, il 26 novembre del 2019 durante il volo dalla Thailandia al Giappone, con giornalisti al seguito. Del resto Papa Francesco il 1 settembre 2021 ha rivelato di essere anche lui tra i denuncianti (avendo sottoscritto insieme al Direttore generale dello IOR e al Revisore generale l’esposto alla magistratura vaticana e alla Gendarmeria).
L’avvocato Panella ha cercato di far vedere il video in aula, e ha commentato che alle parole del Promotore, Perlasca sarebbe sbiancato in volto. Diddi ha detto che qualora effettivamente Perlasca fosse sbiancato, lo si doveva mettere in correlazione all’enorme mole documentale raccolta durante le indagini. Panella ha messo in connessione questo interrogatorio con il “pentimento“ che il 31 agosto 2020 ha deciso di rendere in un’ampia deposizione che ha corroborato le prove raccolte. Ma erano passato in realtà addirittura quattro mesi.

Quanto poi alla differenza tra gli orari di inizio e fine degli interrogatori annotati sui verbali e la lunghezza dei nastri ( sollevata da Panella con la sua perizia , come a suggerire molte parti mancanti ) Diddi ha sfidato gli avvocati a presentare querela di falso, ma si tratterebbe un’accurato boomerang “dal momento che i verbali sono stati letti firmati e sottoscritti dagli imputati e dai loro difensori”, e che alcune sospensioni sono avvenute addirittura per permettere il pranzo.

Quindi “nessuna mutilazione delle prove” , secondo i Promotori, ma solo apposizione di limitati omissis relativi ai sei nuovi procedimenti penali aperti a seguito dell’ inchiesta madre 45/19, ha spiegato Diddi , a seguito di specifiche denunce.

Le copie forensi del materiale informatico richieste dalla difesa di Becciu ( unico imputato in Aula) avvocato Viglione, sono state autorizzate, ma la richiesta , passata dagli uffici del Tribunale, non è’ stata ancora consegnata all’ufficio del Promotore ( sono già a disposizione per la consultazione in un locale apposito della Gendarmeria) .

Il Tribunale, presieduto da Giuseppe Pignatone si è riservato di decidere alla prossima udienza il 1 dicembre. Intanto ha nominato un giudice aggiunto, anzi una donna, Lucia Bozzi vista la lunghezza e la complessità del procedimento (in cui sono rimasti 6 imputati, mentre altri quattro, tra cui Raffaele Mincione sono a tutt’oggi indagati - il procedimento penale è in corso, e procederà con nuovi interrogatori, prima di un eventuale nuovo rinvio a giudizio nei loro confronti).

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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