Caso Behrami, l'Udinese in ansia: "La Svizzera ci confermi la rinuncia"

Udinese e Federcalcio svizzera hanno trovato la conciliazione relativamente al 'caso Behrami' che aveva agitato le acque negli ultimi dieci giorni.

Continua la lite a distanza fra l'Udinese e la Svizzera per Valon Behrami. Il centrocampista è stato convocato dalla Nazionale elvetica per il playoff contro l'Irlanda del Nord, pur essendo infortunato, e questo ha generato la reazione dell'Udinese, che ha chiesto ufficialmente alla Svizzera la rinuncia al giocatore e a quest'ultimo l'immediato ritorno in Friuli, minacciando il ricorso alla giustizia sportiva e civile nel caso in cui la sua istanza restasse inascoltata.

Il Ct svizzero, Vladimir Petkovic, ha detto in conferenza stampa che Behrami non prenderà parte alla gara di andata a Belfast, ma l'Udinese è molto preoccupata perché ancora non ha ricevuto una risposta ufficiale dagli elvetici.

"Siamo ancora in attesa di avere conferma da parte della Federazione svizzera che Behrami non scenderà in campo questa sera. - ha rivelato il Direttore generale bianconero Franco Collavino ai microfoni dell'agenzia 'Ansa' - Le dichiarazioni rese ieri dal Ct della nazionale svizzera Vladimir Petkovic hanno confermato che probabilmente il giocatore non sarà a disposizione stasera, ma ciò non è per noi sufficiente".

"Anche se nella conferenza stampa di ieri la Nazionale svizzera ha formalmente confermato che il giocatore non è in condizioni di giocare, - ha denunciato Collavino - Behrami non risponde alla nostra richiesta di rientro".

"La scelta della Nazionale svizzera è a tutti gli effetti una forzatura, - ha ribadito il D.g. dell'Udinese - sia per quanto concerne i tempi di convocazione, sia per quanto riguarda la salute del giocatore che appare non essere, a questo punto, una priorità per la Federazione svizzera".

"Non è accettabile inoltre - attacca Collavino - l'affermazione del delegato della Nazionale svizzera Sulser, quando afferma che deve essere il giocatore il primo a verificare le proprie condizioni di salute: tale ruolo spetta ai medici e ai fisioterapisti, come credo non sia nemmeno necessario sottolineare".

In attesa della comunicazione ufficiale, il dirigente bacchetta anche il suo giocatore: "Comprendo il desiderio, la volontà, la dedizione e la spinta agonistica del nostro calciatore, - ha concluso - ma non condivido la posizione che ha pubblicamente espresso: i calciatori devono tenere sempre in considerazione, accanto al proprio spirito sportivo, il senso del dovere, le responsabilità verso il club e i tifosi". 

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