Caso Bibbiano, difesa Sindaco: "Campagna mediatica ha deformato fatti"

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dall’inviata Silvia Mancinelli - "Il Ministero della Giustizia e la Regione Emilia Romagna, tra le altre su cui abbiamo fatto delle osservazioni, non avrebbero i requisiti per costituirsi parte civile, visto che le contestazioni che riguardano il mio assistito sono di natura completamente lontana e diversa rispetto ai temi principali del processo, che sono quelli sui minori". Lo ha detto all’Adnkronos l’avvocato Giovanni Tarquini, legale del sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, fra gli imputati del processo per i presunti affidi illeciti a Bibbiano.

In particolare punta il dito, l’avvocato, su una "deformazione che c’è stata dal punto di vista mediatico rispetto a fatti che tecnicamente sono molto più isolati e contenuti. Questa deformazione, secondo noi, interrompe il collegamento diretto tra asserito danno e fatto contestato". Fuori dall’aula bunker del Tribunale di Reggio Emilia, dove è in corso l’udienza preliminare, il difensore del primo cittadino (tuttora in carica, ndr) insiste proprio sulla campagna mediatica che avrebbe stravolto i fatti.

"Non lo abbiamo criticato solo noi - spiega ancora Tarquini - puntuale è arrivata anche la smentita dal procuratore della Repubblica (Marco Mescolini, ndr) che aveva chiaramente detto ‘non stiamo accusando un sistema ma perseguiamo dei fatti e dei comportamenti specifici".