Caso camici, Fontana: "Dama non ha mai incassato per forniture"

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Un "automatismo burocratico" quello delle fatture a Regione Lombardia, ma con l'intenzione di donare a favore degli ospedali. Così il presidente Attilio Fontana ricostruisce con un lungo post su Facebook la notizia delle forniture di camici da parte di Dama, la società che controlla Paul&Shark, di proprietà del cognato.  

"Nel rispetto delle norme fiscali e tributarie, l'azienda oggetto del servizio di Report accompagnava il materiale erogato attraverso regolare fattura stante alla base la volontà di donare il materiale alla Lombardia, tanto che prima del pagamento della fattura, è stata emessa nota di credito bloccando di fatto qualunque incasso", spiega Fontana. Di fatto, Dama non ha mai incassato niente per la fornitura di camici.  

"Comprendo che l'esigenza sia far notizia e vendere copie, ciò che non comprendo sono le strumentalizzazioni scandalistiche tese a dare un'immagine distorta della realtà per abietti fini politici", aggiunge Fontana. 

Dama è, secondo il governatore, "tra le tante aziende lombarde che hanno accolto la nostra richiesta di aiuto". Durante il periodo di crisi sanitaria, ricostruisce Fontana, "appurato che da Roma non sarebbero mai arrivati in tempo gli aiuti, Regione Lombardia è stata costretta ad incaricare la propria centrale acquisti, Aria spa, per assicurare l'approvvigionamento di forniture e servizi per fronteggiare l'emergenza ricorrendo all'istituto della procedura negoziata ex art. 53 d.lgs. 50/2016 Codice degli appalti. Ogni giorno servivano centinaia di migliaia di mascherine, camici, visiere con urgenze e quantità che superavano di almeno cento volte, in alcuni casi anche migliaia, le ordinarie necessità di approvvigionamento pre Covid", spiega. 

Da qui, l'intervento di Dama (Paul&Shark), che aveva convertito la sua produzione in dispositivi di protezione individuale per medici e operatori sanitari. Lo scorso 14 aprile, c'erano articoli di stampa che ne parlavano e la stessa società "si è distinta anche con una donazione di 60mila euro sul fondo straordinario per l'emergenza istituito da Regione Lombardia, e ha fornito gratuitamente mascherine e camici ad ospedali e amministrazioni comunali". 

Insomma, alla Dama SpA, una volta ottenute le certificazioni indispensabili per l’utilizzo sanitario, "il 16 aprile vengono ordinati 7mila set costituiti da camice + copricapo + calzari al costo a 9 euro (prezzo più basso in assoluto) e 75mila camici al 6 euro (anche questi i più economici). Le forniture iniziano il giorno dopo e vengono immediatamente distribuite nei reparti ospedalieri per proteggere medici e infermieri". L'emissione della fattura è "l'automatismo burocratico", a cui segue, però, la nota di credito per non incassare. 

"Nessuna accusa - conclude il presidente - può esser fatta a coloro che nel periodo di guerra al Covid-19 hanno agito con responsabilità e senso civico per il bene comune. Respingo fermamente ogni strumentalizzazione affidando alle autorità competenti la tutela della Regione Lombardia".